venerdì 28 febbraio 2014

Pandispezie di cioccolato allo yogurt

Mattina di uno di quei giorni in cui essere in piedi non è sinonimo di essere svegli.
Non è presto ma ho sonno. Troppo sonno.
Una tazza di tè. Datemi una tazza di tè, e nessuno si farà male.
Penso che potrei dare un'occhiata alle ultime foto scattate per il blog, mentre bevo il mio tè. Devo fare qualche aggiustamento.
Magari mi ricordassi come si fa. Il marito ha usato almeno due programmi diversi. Devo chiedere a lui.
Chissà se è arrivato in ufficio. Prendo il cellulare e lo whatsappo.
< "Che devo fare dopo che ho esportato le foto a 800?"
Che vorrà dire, poi, chissà.
"Le apri con PhotoFiltre e ci metti il nostro marchio. Fine." >
Sembra facile, no?
No.
< "Da dove le prendo, le foto? Dalla cartella Esportazioni di Picasa?"
"Da dove vuoi. Quella è una copia di servizio." >
< "Ma esportandole ho modificato quelle in Dropbox?"
"No, esportandole hai creato un nuovo file." >
Io ho creato un nuovo file? E dove l'ho messo?
< "Quindi, se prendo le foto dalla cartella Esportazioni,  dopo aver messo il nostro marchio devo salvarle in Dropbox per averle pronte all'uso?"
"Se fai così, sovrascrivi quelle in Dropbox, a meno che tu non le metta in una sottocartella." >
< "Allora le sovrascrivo. Troppe foto in giro,  mi confondo..."
Mi sto perdendo, lo sento.
< "Come faccio a spostare la foto da PhotoFiltre a Dropbox?"
Intuisco che questo dovrei saperlo. Dovrei.
"Salvi il file nella cartella in cui si trova e poi lo sposti, oppure lo salvi con nome e scegli tu dove salvarlo... Ma questo è abbiccì, amore. Ti sei svegliata stamattina?" >
Non ho una risposta. Invio un emoticon alquanto perplesso.
"Non fare quella faccia... Su, attiva i neuroni e agisci!" >
Una parola! ;o)

Magari con uno di questi mi sveglio! 

Pandispezie di cioccolato allo yogurt

Ricetta trovata sulla scatola delle gocce di cioccolato
e modificata




Ingredienti
50 g di gocce di cioccolato fondente
150 g di cioccolato fondente al 70% di cacao
200 g di biscotti secchi (suggerisco i Plasmon, non per pubblicità ma perché li ho provati e hanno dato a questi dolcetti una marcia in più)
50 g di yogurt intero bianco dolce
una bella spolverata di "4 spezie" (un mix di spezie in polvere composto da cannella, noce moscata, zenzero e chiodi di garofano)

Preparazione
Polverizzate i biscotti secchi con un mixer. Se il vostro mixer è, come il mio, in riparazione dal 7 gennaio scorso, usate pestello e mortaio. Oppure infilateli in un sacchetto per congelare e spianateli con il mattarello. Versate la polvere di biscotti in una ciotola ampia e mescolatela con le spezie e le gocce di cioccolato.
Spezzettate il cioccolato e scioglietelo a bagnomaria. Mescolatelo con lo yogurt e unite la crema ottenuta alla polvere di biscotti.
Mescolate bene con un cucchiaio o con una spatola o con qualsiasi altro strumento, incluse le mani. Non dovete impastare, ma rendere il tutto umido in modo uniforme.
Trasferite il composto in una teglia rettangolare (vanno bene anche quelle di alluminio usa e getta, con o senza carta da forno) e pressatelo bene con le mani. Mettete in frigo e lasciate consolidare per 30-40 minuti, poi sformate e tagliate a quadrotti, o anche in quadratini della dimensione di un cioccolatino.
Potete conservare i dolcetti anche fuori dal frigo, almeno in inverno.

Ricettina facilissima e velocissima... e mi verrebbe da dire perfino leggerissima! Ottima per un brunch al buffet... e anche per accompagnare una tazza di tè!

Se potete leggere questo post vuol dire che la pubblicazione automatica finalmente ha funzionato... grazie all'aiuto di Stefania al quale lo dedichiamo! :o)
Decisamente oggi non è giornata di tecnologia! :D

mercoledì 26 febbraio 2014

Il pranzo per la Commare, ovvero Le linguine al burro e parmigiano

Oggi è mercoledì. Il giorno del Pranzo con la Comare. Anzi, la CoMMare.
Ci conosciamo da almeno trent'anni. Siamo state compagne di palestra da bambine, poi compagne di classe al liceo, poi compagne di studio in biblioteca ai tempi dell'università.
E poi è iniziata la commaranza.
Fatta di ciaccole, confidenze, abbracci, risate, spignattamenti selvaggi ed epiche mangiate.
Il mercoledì è il nostro giorno. Il mercoledì io cucino per lei.
Manco a dirlo, cum gaudio magno. E lei... cum gaudio magna!
Negli ultimi anni le ho cucinato di tutto. Dal dolce al salato, dall'etnico al regionale, dal tradizionale allo sperimentale, dal raffinato al ruspante. E sempre, sempre, lei è stata entusiasta di tutto.
Da anni cerco e sperimento ricette per lei. Da anni mi chiedo se c'è qualcosa, qualsiasi cosa, che possa piacerle di più.
Poi, un giorno, per caso scopro che...
"Francesca, oggi sono venuti a pranzo i miei nipoti, ci siamo mangiati una cosa, guarda, ma una cosa che..."
E che sarà? Lo devo sapere... glielo devo cucinare!
"... davvero, guarda, una cosa fantastica: la pasta al burro e parmigiano!"
"Ma dai! La pasta al burro e parmigiano! Ma anche a me piace tantissimo! Con taaaaanto burro e taaaaaaaanto parmigiano sugli spaghetti..."
"Noi abbiamo cucinato le linguine!"
"Ma dai! Le linguine! Ma sono anche le mie preferite! Le linguine al burro e parmigiano! Ma dai!"

E oggi è mercoledì! ;o)

Le linguine al burro e parmigiano per la Commare

Ingredienti per due commari affamate
200 g di linguine
burro
parmigiano grattugiato

Preparazione
Lessate le linguine in abbondante acqua salata. Nel frattempo tagliate a fettine un bel tocco di burro fresco del caseificio locale (alla faccia del colesterolo!) e mettete le fettine in una ciotola ampia.
Scolate le linguine, senza sgrondarle troppo dall'acqua di cottura, direttamente nella ciotola con il burro e mescolate immediatamente per sciogliere il burro.
Prendete le linguine con l'apposito cucchiaio scolaspaghetti e deponetele delicatamente nel piatto, ruotandolo con la mano libera in modo da avvolgere il gomitolo di linguine su se stesso e formare un artistico cono rovesciato, che si innalzi come una montagna al di sopra della base del piatto, irrigata da rivoli di burro fuso, la cui vetta cospargerete a profusione con una fitta e bianca coltre di parmigiano grattugiato.
Se mentre fate tutto ciò riuscite anche a scattare una foto, siete proprio bravi!
Io non solo non ci sono riuscita, ma ho anche fatto spatasciare l'artistico cono rovesciato! :D



Questa ricetta (facilissima, velocissima e gustosissima... ma non certo leggerissima!) la classifichiamo come Ricetta da osteria... e so che la Commare sarà d'accordo con me! ;o)

lunedì 24 febbraio 2014

Strufoli!

"Mamma, mi fai gli strufoli?"
"NOOOO! Fare l'impasto è faticoso..."
"Lo faccio io!"
"... e poi tirare a mano tutte quelle striscioline..."
"Le tiro io!"
"Guarda che è faticoso... più le allunghi più si accorciano... e poi tagliare tutti quei pezzettini piccoli piccoli..."
"Allora facciamo un panetto e stacchiamo tanti pezzettini piccoli piccoli e li friggiamo!"
"Ma non si fanno così gli strufoli!"
"E che differenza c'è?"
"Mah... non so... la nonna ha sempre tirato le striscioline..."
"E qual è il problema se noi non le tiriamo?"
Può una porta restare chiusa quando si bussa con un ariete? Non può! ;o)
"Mamma, perché hai detto che le striscioline più le allunghi più si accorciano? A me sembra che si stiano allungando bene."
"E' vero... strano, di solito tendono ad accorciarsi. Sarà perché hai fatto l'impasto più morbido."
"Ma allora se facciamo l'impasto morbido diventa facile!"
"Eh, ma la nonna mica lo faceva così! Adesso vediamo come sono gli strufoli una volta fritti!"
Comincia a friggere, mentre io tiro le striscioline e le taglio a pezzetti.
Quasi non aspettiamo neanche che si raffreddino. Croccanti fuori, morbidi dentro.
"Uhm... Quelli della nonna erano più duri. Sicuramente è per via dell'impasto morbido."
"Sì, ma che te ne sembra? Ti piacciono? A me piacciono."
"Sì, sono buoni..."
"Allora li possiamo rifare? Con l'impasto morbido?"
"Ma sì! Sono buoni!"

Stasera porto a casa un trofeo. I miei primi strufoli. Miei e di mia madre, con la ricetta di mia nonna!
"Non hai ancora assaggiato i miei strufoli?!"
"No. Magari più tardi. Non vado matto per gli strufoli. Sono troppo dolci, stucchevoli."
"A me non sembra che questi siano troppo dolci. Assaggia!"
"In effetti... No, non sono troppo dolci... Anzi, sono buoni!"
"Ehi, non te li finire! Tu non eri quello che non impazziva per gli strufoli?"
"Sì... ma questi so' BONI!"

Gli strufoli di nonna Sandrina



Ingredienti per due piatti di strufoli
400 g di farina 00
4 uova
olio extravergine di oliva
miele di acacia *
buccia grattugiata di un limone
Per la decorazione
foglie di limone ben lavate
confettini colorati (io non li ho usati)

Preparazione
Disponete la  farina a fontana in una ciotola ampia, rompetevi al centro le uova, sbattetele e impastate grossolanamente con una forchetta, poi compattate con le mani e trasferite l'impasto su un piano di lavoro leggermente infarinato. Lasciate un po' di farina nella ciotola e aggiungetela solo se l'impasto si presenta appiccicoso. Impastate a mano per qualche minuto e formate un panetto. Senza aspettare che riposi, tagliate dal panetto dei pezzi che rotolerete tra le mani formando dei salamini, poi assottigliateli lavorandoli con le mani sul piano di lavoro. Cercate di non aggiungere farina in questa fase, o i salamini scivoleranno via.  Rendeteli sottili come la punta del vostro dito mignolo (purché non abbiate le mani a palanca! Altrimenti, regolatevi con la foto!) e con un coltello tagliateli a pezzettini piccoli (in cottura si gonfieranno). Infarinateli leggermente se vedete che si attaccano.
Scaldate l'olio in una pentola e friggete gli strufoli pochi per volta finché sono dorati. Scolateli con una schiumarola e deponeteli su carta assorbente.
Versate abbondante miele in una padella e fatelo sciogliere su fuoco medio. Quando è liquido aggiungete gli strufoli e mescolate con cura, in modo da ricoprirli di miele in modo uniforme. Con la schiumarola scolateli e deponeteli su un largo piatto piano. Bagnatevi le mani e disponeteli a forma di corona, se vi piace, o a montagnola al centro del piatto. Grattugiate la buccia del limone sugli strufoli e decorate con le foglie e con gli eventuali zuccherini.
Una volta freddi, mangiateli piluccandoli con le mani... e non dimenticate di fare la scarpetta nel miele raccolto in fondo al piatto!

* Il miele di acacia è liquido. Se usate un miele cristallizzato, una volta raffreddato gli strufoli resteranno attaccati l'uno all'altro. Questo li terrà in forma più saldamente se li disporrete a corona.

venerdì 21 febbraio 2014

Crema di ceci e mele al garam masala e pepe rosa... e che cos'è veramente il curry

Prima settimana del blog!

Si può dire complesettimana?
Si può!

Lo so che abbiamo appena iniziato a cucinare.
Lo so che non abbiamo ancora apparecchiato come si deve.
Lo so che stiamo ancora usando il fornello da campeggio.
Lo so che ci mancano piatti, bicchieri, pentole e padelle.
Però abbiamo già gli ospiti!
Abbiamo il gaudio!
E mi pare che anche col magno non scherziamo!

E allora, dai, brindiamo insieme!
A tutti quelli che in questa settimana sono passati a trovarci e ci hanno regalato un augurio, un suggerimento, una risata.
A tutti quelli che sono passati per caso e hanno curiosato in cucina.
A tutti quelli che ci hanno likato su Facebook (a proposito: Magno, ce lo metti sul blog il "Seguici su Feisbuc", così cuciniamo insieme agli amici anche nel chioschetto bar Cum Gaudio Magno oltre che nella cucina da campo del blog?).

E quando avremo anche noi venticinque lettori come Alessandro Manzoni, che ne dite di un bel GaudioMagnoContest?
In palio una copia dei Promessi Sposi! :D

Crema di ceci e mele al garam masala e pepe rosa

da "Cucina Naturale", marzo 2013
con qualche modifica


Ingredienti per due persone
250 g di ceci lessati
1 mela golden
mezza cipolla
mezzo peperoncino fresco
erba cipollina
mezzo cucchiaino di garam masala *
brodo vegetale
olio extravergine di oliva
sale
pepe rosa

Preparazione
Fate appassire la cipolla tritata insieme al peperoncino in un paio di cucchiai di olio. Aggiungete il garam masala e lasciate rosolare per un minuto, poi unite le mele sbucciate e tagliate a pezzetti e dopo un altro minuto i ceci scolati. Lasciate insaporire per un paio di minuti, poi coprite appena con il brodo caldo e portate a bollore.
Dopo 5 minuti di cottura scolate uno-due cucchiai di ceci e mele e teneteli da parte. Proseguite la cottura per altri 15 minuti.
Frullate la minestra con un frullatore a immersione fino a renderla una crema. Regolate la consistenza aggiungendo altro brodo, se necessario.
Dividete la minestra nelle ciotole, aggiungete in ognuna i ceci e le mele messi da parte e completate con il pepe rosa pestato grossolanamente e l'erba cipollina (secca o tagliata a rondelle se fresca).

* Dopo innumerevoli conversazioni telefoniche, email e chattamenti vari con amici indiani doc, dopo estenuanti ricerche internettarie e consultazioni di sacri testi, ho capito che ciò che noi identifichiamo con la parola "curry" si chiama in realtà garam masala (masala significa "miscela di spezie"), del quale esistono infinite versioni (tante quante sono le donne che se lo preparano in casa), e con il termine "curry" in India si indica in realtà un arbusto le cui foglie vengono frequentemente utilizzate fresche per la preparazione di piatti tipici della cucina indiana.
Immaginate la confusione del mio best friend indiano quando gli ho chiesto se poteva mandarmi una confezione di curry in polvere... Vi assicuro che per sciogliere l'equivoco c'è voluto un bel po' di tempo!
Una delle sorprese che avrete in India è quella di scoprire che la spezia che noi chiamiamo Curry e che identifichiamo come il più indiano dei tocchi che possiamo dare ai nostri piatti, in realtà non esiste. Esiste sì una pianta comunemente chiamata l'albero del Curry, e che deve il suo nome all'odore che sprigionano le foglie se vengono sfregate con le mani, simile appunto alla miscela di spezie che si utilizza in cucina, ma il Curry che noi acquistiamo è precisamente quella miscela di spezie e il suo nome, termine Tamil che significa genericamente salsa, intingolo, venne applicato dagli Inglesi a una vasta gamma di cibi che al loro palato dovevano sembrare indifferentemente indigesti e piccanti. Il termine viene utilizzato soprattutto per indicare come detto un condimento/zuppa di verdura, pesce o carne, gli intingoli cioè con cui si accompagnano il riso o il pane, che non possono mancare. Vi chiederanno infatti "Che Curry hai mangiato oggi?" per sapere in sostanza cosa avete mangiato. Il classico Pollo al Curry andrebbe quindi in realtà più correttamente definito come un Curry di Pollo.
Il Curry commercializzato in Occidente normalmente si compone in percentuali variabili di zenzero, aglio, cipolla, peperoncino, cumino, coriandolo, semi di senape, trigonella, curcuma etc., riproducendo in maniera standard gli ingredienti basici della cucina indiana. Naturalmente le varianti sono infinite a seconda della regione, e la scelta e la preparazione delle spezie per le stesse sono considerate il segreto principale del successo di un cuoco o di una padrona di casa. Le spezie finemente triturate verranno poi mescolate a olio o burro chiarificato, yogurt, latte di cocco etc., a seconda della ricetta e della località e con il preparato si cucinerà il Curry desiderato o altre ricette. 
Raramente ci si affiderà a prodotti già confezionati, che comunque esistono e hanno grande diffusione anche per l'esportazione, ma li identificherete col nome di Garam Masala, non di Curry.
(Fonte: Guidaindia.com)

Preparate questa ricetta utilizzando il garam masala, se riuscite a trovarlo; altrimenti, ricorrete al curry "nostrano", ma cercatene uno che non sia molto giallo (più è giallo, più curcuma contiene, e c'è la forte probabilità che sappia soltanto di curcuma). E non aggiungete il garam masala al piatto terminato o a metà cottura: non sarebbe proprio la stessa cosa!

giovedì 20 febbraio 2014

Uova in camicia... di forza!

La ricetta che propongo oggi è tra le più economiche che ci possano essere, almeno a mio avviso, a patto che piacciano le uova e... le acciughe...
Uhm... le uova ci piacciono... le acciughe anche... Siamo già un pezzo avanti! ;o)
Le uova devono essere biologiche perché la cottura breve conferisce solo la "camicia" al tuorlo che rimane piuttosto liquido...
Occhèi, abbiamo perfino quattro uova bio in frigo!
L'unica, ma proprio l'unica difficoltà, è rappresentata dalla cottura dell'uovo... [...] Portare ad ebollizione dell'acqua acidulata con poco aceto e far scivolare con delicatezza l'uovo...
Le istruzioni sono chiarissime... ma ti pareva che "l'unica, ma proprio l'unica difficoltà" non la beccavo io? Perché ancora mi chiedo come ho fatto a far attaccare un uovo al fondo di una pentola piena d'acqua! :D
E per quale misterioso motivo, laddove la ricetta diceva
scolare l'uovo e deporlo ad asciugare su un telo inodore,
a me è venuto in mente di deporlo ad asciugare su un foglio di carta Scottex?
Beh, come dico sempre io, se l'ho fatto ci sarà un motivo.
Va' a capire quale...!
Con un coppa pasta di cm. 8 di diametro incidere sia le fette di pan carrè che le fette di provola o sottilette...
Affetto il mio bauletto di pane integrale ai semi... Ops, ne restano solo tre fette... Ma che colpo di fortuna che un uovo sia rimasto attaccato al fondo della pentola, altrimenti adesso avrei una fetta di pane in meno! :D
Infornare in forno preriscaldato a 170° fin quando il formaggio comincia a fondere...
"Ma quanto tempo devono stare in forno?"
"Boh! Mammazan dice che devono cuocere fin quando il formaggio comincia a fondere... Lo sto controllando a vista... Ecco, mi sembra di vederlo un po' sciolto... Non sembra anche a te? Secondo te è abbastanza sciolto?"
"Non lo so... Lasciale in forno ancora un po'..."
"Sì, ma la ricetta dice che l'interno dell'uovo rimane fluido... Se le cuocio troppo rischio che il tuorlo si rassodi e poi non è più fluido e non posso postare la ricetta sul blog... Sai che faccio? Tiro fuori un uovo solo, così lo apriamo e vediamo se è fluido, e se è fluido tu lo fotografi mentre io sforno le altre uova... Sul tavolo è tutto pronto?"
"Sì, ho preparato il letto di insalatina nel piatto e la macchina fotografica è a posto."
"Bravo! Ecco, sforno l'uovo... Passami una paletta... Accidenti, è troppo larga, non riesco a prenderlo... Passami una forchetta... Così, perfetto... Avvicina il piatto... Va bene proprio al centro del letto di insalata o lo devo spostare verso il bordo del piatto?"
"No, al centro va bene... Un attimo che fotografo l'uovo prima del taglio... Bene... Adesso da un'altra angolazione... Aspetta che copro un po' il flash sennò il bianco spara... Fatto!"
"Allora lo taglio?"
"Taglia, taglia!... Aspetta! Spostiamo l'insalatina altrimenti se il tuorlo è fluido non si vede quando cola fuori!"
"Fatto! Allora taglio?"
"Taglia!"
...
"E' FLUIDO!!!"


E meno male... Non oso immaginare, se non fosse stato fluido...! :D

Uova in camicia

Ingredienti per due blogger alle prime armi
4 uova biologiche grandi
4 fette di pancarrè
4 fette sottili di silano (o altro formaggio "scioglievole")
4 acciughe sott'olio
poco aceto
sale e pepe misto macinato al momento

Preparazione
Sgusciate un uovo e ponetelo in un piattino. Portate a ebollizione dell'acqua acidulata con poco aceto in una pentola col fondo spesso (non come la mia!) e fatevi scivolare l'uovo con delicatezza. Rimboccate l'albume sul tuorlo e lasciate l'uovo per 3 minuti esatti a sobbollire soltanto.
Scolatelo con una schiumarola e ponetelo ad asciugare su un telo pulito e inodore (lo Scottex non va bene!). Ripetete con le altre uova, uno per volta.
Ritagliate con un coppapasta dei cerchi di 8 cm di diametro dal pancarrè e dalle fette di formaggio. Tostate le fette di pane nel forno per pochi minuti a bassa temperatura (100° nel mio forno) e su ognuna adagiate un uovo. Disponetele in una pirofila imburrata, eventualmente rifilando i bordi dell'albume con un coltellino. Spolverizzate ogni uovo con sale e pepe e copritelo con una fetta di formaggio, completando con un'acciuga sgocciolata e asciugata dall'olio.
Infornate in forno preriscaldato a 170°... fin quando il formaggio comincia a fondere! ;o)


Si è capito che l'interno dell'uovo deve rimanere fluido? :D

Cara Mammazan, la ricetta era veramente facilissima, quindi ho dovuto proprio mettercela tutta per complicarla!

mercoledì 19 febbraio 2014

Panepizza... che soddisfazione!!!!

La scorsa settimana.... durante un tranquillo (ma non troppo) giorno di lavoro....

"Amo', (non mi ha detto proprio così) non sai che ha fatto lo Ziopiero ....."

"Non lo  so che ha fatto.... sto lavorando...."

"Ha fatto questo panepizza.... lo sai che questo è l'anno dei lievitati...."

Beh che faccio, non lo faccio? A casa la pizza è mia....la faccio io....

Panepizza... che soddisfazione!!!!


(fai click sull'immagine per ingrandire)
Vediamo un po' che ingredienti ci vogliono....

Ingredienti:
300 g di farina manitoba
150 g di farina 0
340 g di acqua
2,3  g di lievito di birra
25   g  di olio extra vergine di oliva
9     g  di sale da diluire in 20 g di acqua

Sì, si può fare...ma.. ma come 2,3 g di lievito di birra????? Ma no dai....sarà lievito secco....mumble...."amo', chiedi 'npo' allo Ziopiero"....

Lo Ziopiero non è che si fa pregare per rispondere..."A Francè devi usà il lievito di birra fresco...."
Ma 2,3 g ora come li peso? Beh anche in questo caso lo Ziopiero ha la risposta pronta...

"prendi il lievito di birra (fresco) e dagli una forma uguale ad una monetina da un centesimo di euro: equivale circa ad un grammo. Ne fai due, due grammi. E ti lievita, stai tranquilla!"

Ma come sto tranquillo.... mumble.... vabbè proviamoci.... io in congelatore ho sempre del lievito di birra, non si sa mai arrivasse la voglia di pizza. Ne ho giusto 1/4 di cubetto da consumare (circa 6 g o giù di li).... ma sì dai li uso e via. Tenete presente che,  per fare la pizza con 500 g di farina, uso mezzo cubetto di lievito di birra fresco (circa 12 g).
(fai click sull'immagine per ingrandire)
Ho seguito alla lettera le istruzioni dello Ziopiero che trovate qui. e dopo venti ore in frigo a maturare ecco il mio impasto...Wowww...
devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso del risultato ottenuto e non credevo. Ora mi toccherà provare con i due grammi dello Ziopiero....

A questo punto, arriva il momento di disporre la pizza in teglia e prepararla per la cottura. Io uso una teglia in ferro simile a quelle delle pizzerie a taglio, per intenderci. Anche in questo caso ho seguito alla lettera le istruzioni dello Ziopiero e dopo aver visionato anche il filmato che trovate qua (la ricetta originale è di Silvia) e con tanto di piega a tre . Il risultato... che dite parla da solo?

(fai click sull'immagine per ingrandire)

(fai click sull'immagine per ingrandire)
Questo trancio è stato farcito con mortadella (mortazza...) e groviera a memoria di quand'ero bambino e la mia nonnina, che al paese aveva un piccolo alimentari, mi faceva una bella merenda con pizza bianca (del forno del paese) spaccata a metà e ripiena di un paio di fette di mortadella e un paio di fette di groviera tagliate al momento... ne andavo matto.


Quest'altro trancio invece è stato farcito con prosciutto e groviera....e abbiamo provato anche con mozzarella vaccina e prosciutto...spettacolare in entrambe le versioni.

E che fai, ti pappi tutto questo e con cosa lo innaffi? Beh, la vedete quella bottiglia in secondo piano? Vino IGT Lazio da uve Viognier... per i puristi del vino non è proprio una scelta azzeccatissima, ma avevo aperto questa bottiglia a pranzo per accompagnare una spettacolare mozzarella di bufala della pianura pontina e allora abbiamo proseguito e devo dire che tanto male non ci stava.
Il produttore consiglia di abbinare questo vino (13% vol) con pesce crudo o anche sashimi...seeee  lallero... ma se io ho voglia di sperimentare?

Ad ogni modo anche una buona birra... io vado matto per le weiss bier, le birre di frumento, però se ne avessi avuto in casa avrei stappato anche una bollicina metodo classico.
Seeeee ma che sta a dì? Mi vorresti dire di pasteggiare con uno spumante metodo classico? E perché no? Prova.... soprattuto se lo accompagni con cibi che hanno una caratteristica di untuosità... Machevordì? A Magno.... ahooo parla come magni. Beh, tu prova ad accompagnare un flut di metodo classico con una tartina di pane con su, che so, una fettina di lardo, o di coppa o di mortadella, e lascia che i sapori invadano il cavo orale (ci risiamo.... ah sì, scusa, la bocca) e poi mi dirai. Però, mi raccomando bevi poco ma bevi bene... solo se poi non devi guidare... A Magno... ma mo te metti a fa' pure la paternale... ma si dai.... scusa se mi permetto... però io sto qua a scrivere di cose buone che fanno bene al corpo e all'anima e non ti dico questo? Dai su, concedimelo.

Beh, concedetemi di ringraziare lo Ziopiero e anche Silvia

A presto....

P.s. ma che ho scritto il mio primo post del nostro blog??? ma, ma, che davero...eh sì....


martedì 18 febbraio 2014

Minestra di rape bianche e lenticchie con kamut

"Oggi che fai?"
"Lavoro."
"Penso che dovresti cucinare qualcosa. Per il blog."
Giusto. Il blog mangia con noi. ;o)
E quindi, anche se a pranzo ero sola, ho cucinato per due!

Minestra di rape bianche e lenticchie con kamut


Ingredienti per due persone
400 g di rape bianche
250 g di lenticchie cotte
50 g di kamut
olio extravergine d'oliva
uno spicchio d'aglio
peperoncino fresco
rosmarino secco
pecorino grattugiato

Preparazione
In una pentola fate rosolare leggermente l'aglio con il peperoncino tritato e un filo d'olio. Aggiungete le rape lavate, pelate e tagliate a dadini e cuocete con il coperchio per circa 10 minuti.
Unite ora le lenticchie con il loro liquido, il rosmarino, e aggiungete altra acqua se necessario. Portate a bollore, dopodiché unite il kamut e lasciate cuocere fino a renderlo morbido.
Spolverizzate con il formaggio grattugiato.

Questa è una ricetta leggerissima, velocissima e facilissima. L'unione di cereali, legumi e verdure la rende inoltre un ottimo piatto unico. Perfino vegetariano!
Se la volete meno light, preparate un soffritto con sedano, carota, cipolla e peperoncino e unite le rape non appena la cipolla è morbida... e aggiungete un bel giro di olio extravergine di oliva a crudo!

Per la versione in scatola procedete così:
Cuocete le rape in padella antiaderente come descritto nella ricetta, poi unite le lenticchie scolate dal loro liquido (conservatene un po' che aggiungerete a poco a poco solo se necessario, per non far attaccare il tutto) e cuocete ancora per qualche minuto. Nel frattempo lessate il kamut, scolatelo e versatelo nella padella. Fate insaporire qualche minuto prima di togliere dal fuoco. Lasciate raffreddare, poi inscatolate e portate al lavoro!

venerdì 14 febbraio 2014

Fiocco rosazzurro!

Cum gaudio magno annunciamo al mondo l'arrivo del nostro blog!

Un blog a quattro mani, nato da una passione condivisa e sviscerata per la buona tavola e la buona cucina.
Italiana, regionale, tradizionale. E straniera, innovativa, sperimentale.
Discreta, elegante, raffinata. E chiassosa, ruspante, caciarona.
Semplice, facile, veloce, lineare.
E impegnativa e sovrabbondante di idee e traboccante di ingredienti, di sapori, di profumi, di colori.
Di suoni.
Suoni, sì.
Quelli delle ganasce, mandibole, mascelle, quelli delle forchette, dei coltelli e dei cucchiai.
Quelli delle risate e delle chiacchiere intorno a una tavola, perché cucina è cibo, alimento, nutrimento, ma è anche casa, accoglienza e condivisione.
Ecco, condivisione.
Perché a  noi quello che cuciniamo e che mangiamo piace anche condividerlo.
Tra noi due, prima di tutto.
Con la famiglia e gli amici.
E con il resto del mondo.
Ecco perché è nato il nostro blog.
Per condividere ed essere comunità. Per scambiare idee, e attraverso lo scambio imparare e crescere.
Per diffondere quello in cui crediamo: che noi siamo ciò che mangiamo, e che ciò che entra dentro di noi ci forma, ci costituisce e ci caratterizza.
E vogliamo che il nostro nutrimento, in cucina come nelle altre sfere della nostra vita, sia il più possibile sano.
Seguiamo l'alternarsi delle stagioni e scegliamo ciò che nasce dalla terra e va verso il sole, visitiamo aziende agricole e saccheggiamo mercati, tutto proviamo, tutto sperimentiamo, sempre curiosi, e tutto trasformiamo con passione, con amore, con rispetto e leggerezza. E soprattutto... cum gaudio!
Perché chi con noi magna... magni cum gaudio!
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