martedì 30 settembre 2014

Quasi-cobbler di prugne rosse e gialle

Torta rustica di susine rosse e nere (A. Moroni) 22/09/2009
Giro e rigiro il foglio tra le mani.
Quella ricetta è stata lì, zitta e buona nel cassetto della mia cucina, in una bustina di plastica trasparente, per cinque anni.
E per cinque anni io l'ho vista lì, la prima delle ricette conservate nella bustina, ogni volta che aprivo il cassetto, e non ho mai provato il desiderio, la tentazione, o l'impulso di realizzarla.
Fino ad oggi.
Oggi la prendo in mano e sento che devo fare questo dolce.
Non foss'altro che per cominciare a svuotare la bustina dalle tante, troppe ricette ammucchiate alla rinfusa, in attesa che il loro destino si compia.
Ma anche perché ricordo benissimo che all'epoca questo dolce mi incuriosì... e non poco.
L'idea di un ripieno morbido a base di frutta, celato sotto una copertura biscottata,  mi dava l'idea di un dolce a sorpresa, di quelli che ci affondi dentro il cucchiaio e qualcosa di goloso sprizza fuori del tutto inaspettato.
E mi sembrava anche originale.
Un po' come una crostata al contrario, con la marmellata sotto e il fondo di frolla sopra.
Chissà perché alla fine il foglio con la ricetta trascritta a mano è finito a dormire, dimenticato, nella bustina di plastica trasparente.
Leggo gli ingredienti e il procedimento, mi immagino realizzare questo dolce.
Mi chiedo perché questa ricetta sia stata presentata con il nome torta rustica.
Torta rustica a me dà l'idea di una preparazione salata.
O magari dolce, ma con un aspetto più "rustico" e dimesso.
La descrizione del procedimento mi fa invece pensare a ciò che nel mondo anglosassone viene chiamato cobbler: un dolce fatto di frutta a pezzi misto a zucchero e spezie, grossolanamente coperto con un impasto morbido, da versarci sopra a cucchiaiate.
Qui invece abbiamo una confettura vera e propria, e una copertura uniforme e omogenea.
E allora, poiché di chiamare questo dolce torta rustica non se ne parla proprio...

Quasi-cobbler di prugne rosse e gialle



ricetta originale presentata in tv da Anna Moroni

Ingredienti per uno stampo da pie di circa 26 cm:
Ripieno:
500 g di prugne rosse
500 g di prugne gialle
400 g di zucchero di canna
succo di 1 limone
2 cucchiai di acqua
un pezzetto di cannella (circa 5 cm)
5 chiodi di garofano
Copertura:
50 g di zucchero semolato vanigliato
50 g di burro molto morbido
1 uovo intero, non sbattuto
100 g di farina 00
1 cucchiaino di cannella
5 cucchiai di latte
Decorazione
Zucchero a velo
Prugne rosse e gialle a fettine

Preparazione:
Ripieno
Lavate le prugne e tagliatele a pezzetti.
Mettetele in una pentola ampia, dal fondo spesso, con lo zucchero di canna, l'acqua, il succo del limone, la stecca di cannella e i chiodi di garofano.

L'invenzione del secolo per tenere insieme i chiodi di garofano... e ritrovarli!

Portate a ebollizione, poi cuocete su fuoco medio-basso per circa 30 minuti.
Eliminate la stecca di cannella e i chiodi di garofano e frullate grossolanamente con un frullatore a immersione, poi controllate la consistenza. Versate un pochino di confettura su un piattino, aspettate qualche minuto e inclinate il piattino: se la confettura scivola via lentamente, è pronta.
Lasciatela raffreddare, poi versatela nello stampo imburrato (va bene anche una  pirofila). Io non l'ho usata tutta, ne ho riempito un barattolo e me la sono tenuta per spalmarla sul pane... mi piaceva troppo!
Copertura
Mescolate in una ciotola il burro con lo zucchero, usando un cucchiaio di legno, fino a ottenere una crema chiara, soffice e morbida.
Unite l'uovo intero e amalgamatelo bene alla crema.
Unite la farina setacciata con il lievito e la cannella, alternandola con il latte. Il composto deve risultare cremoso ma non liquido.
Prendendo il composto col cucchiaio ricoprite delicatamente il ripieno, cercando di spandere bene la copertura dappertutto (aiutatevi con una spatola di silicone). Non preoccupatevi se non riuscite a coprire perfettamente tutta la superficie: basterà che facciate del vostro meglio, e l'impasto si allargherà magicamente in cottura, terminando l'opera e chiudendo i buchini che avrete lasciato.

La copertura biscottata

Infornate in forno statico preriscaldato a 180° per 35-40 minuti.
Sfornate, lasciate raffreddare e ricoprite la  superficie con lo zucchero a velo, decorando con altre prugne a fettine.


Portate in tavola il quasi-cobbler e mangiatelo a cucchiaiate e senza ritegno direttamente nello stampo.


Una piccola nota. Il ripieno è costituito da una vera e propria confettura e quindi è decisamente dolce. Sentitevi liberi di diminuire la quantità di zucchero!

venerdì 26 settembre 2014

Rotolo di uova d'oca alla rucola con robiola e pomodori secchi... e decorazione zen!

"Franci, ti interessano delle uova di oca? Me le hanno regalate ma noi non sappiamo come farle... e io so che tu hai la magia!"

Premesso che a me gli ingredienti interessano quasi tutti.
Sì, io ho la magia.
Quella forza misteriosa che fa incrociare i destini degli ingredienti e di chi li cucina.
Quella sottile attrazione che porta a coloro che cucinano la ricetta appropriata agli ingredienti che hanno in mano.
Quella felice combinazione di eventi che ha fatto sì che mio padre mi regalasse due uova di oca proprio il giorno in cui ho letto sulla mia rivista di cucina preferita una ricetta a base di uova che mi ha attratto al punto di decidere di ripeterla immediatamente.
E proprio dopo aver scritto la parola uova sulla mia lista della spesa.
E proprio nella dose giusta per sostituire le uova di gallina previste dalla ricetta.
La magia.
La magia che ha fatto sì che, nonostante l'ampia ricerca di ricette alternative adatte a valorizzare l'ingrediente particolare e ricercato che era giunto fino a me, io tornassi alla ricetta letta nella rivista, con la quale era stato subito amore.
Care, preziose uova di oca, con amore mi siete state donate, con amore vi ho cucinato, fotografato e mangiato, e con amore adesso vi condivido con i miei lettori...
Ma sarà mica questa, la magia? ;o)

Dalle mie ricerche ho appreso che le uova di oca, dal sapore deciso e gradevole, si possono usare nelle stesse preparazioni per le quali si impiegano le uova di gallina.
Se la magia funzionerà anche per voi, siate soltanto attenti alle dosi, perché le uova di oca sono grandi circa il doppio delle uova di gallina e hanno un tuorlo enorme!

Rotolo di uova d'oca alla rucola con robiola e pomodori secchi



adattata da una ricetta di "Cucina Naturale"

Ingredienti (per 2 persone come secondo, o per un numero maggiore se ne fate un antipasto):
Per il rotolo
50 g di foglie di rucola
5 foglie di basilico
7 g di maizena (amido di mais)
30 ml di latte
2 uova di oca
un pizzico di sale
50 g di robiola
6 falde di pomodori secchi sott'olio
Per la decorazione zen
olio extravergine d'oliva
steli di erba cipollina

Preparazione:
Lavate, asciugate e spezzettate grossolanamente le foglie di rucola e mettetele da parte.
Spezzettate anche il basilico e unitelo alla rucola.
In una ciotolina stemperate la maizena nel latte, senza formare grumi.
Unite il composto alle uova in una ciotola capiente, unite il sale e mescolate il tutto senza sbattere troppo, per non formare bolle d'aria.
Aggiungete la rucola e il basilico e mescolate bene.
Rivestite con carta da forno una teglia (24 x 17 cm, la mia) e versatevi il composto.
Infornate in forno preriscaldato a 190° per 20 minuti circa, o finché il composto non si sarà rappreso.
Sfornate, togliete dalla teglia con tutta la carta e lasciate raffreddare.
Spalmate la robiola sulla frittata e distribuitevi i pomodori secchi, dopo averli ben scolati dall'olio, tamponati con carta da cucina e tagliati a pezzetti.
Aiutandovi con la carta da forno, arrotolate la frittata su se stessa nel senso della lunghezza.
Ripiegate i bordi della carta e lasciate insaporire il rotolo in frigo per qualche ora.
Toglietelo dalla carta, tagliatelo a fette dello spessore che desiderate, disponetelo su un vassoio e decoratelo a piacere con gocce di olio e steli di erba cipollina.
Preparatelo in anticipo:  il giorno dopo è ancora più buono!


"Amore, ti piace questo rotolo?"
"Mmmmhhhhhhh... quanto è zen!"


Questa ricetta partecipa al 100% GLUTEN FREE FRI(DAY) di Gluten Free Travel and Living.

I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

martedì 23 settembre 2014

Orecchiette all'ortolana di fine estate

E' ufficiale.
L'estate che non è mai arrivata se n'è andata.
Tra poco inizieranno i primi freddi.
O dovrei piuttosto dire "gli ultimi freddi".
Quelli dell'inverno scorso che non sono mai finiti.
Dovremo tutti adeguarci alla nuova stagione.
Abiti più pesanti e più lunghi.
Temperature più basse.
Meno ore di luce durante il giorno.
Più ore passate dentro casa.
Meno sole.
Più pioggia.
Frutta e verdura autunnali, e poi invernali...
Alt!!!
Ho toccato un tasto dolentissimo!
Sì, perché io adoro la frutta e la verdura dell'estate!
E non sono mica tanto pronta a dire arrivederci a peperoni, melanzane, zucchine, pomodori e fiori di zucca, e benvenuti a cavoli, broccoli e verdure a foglia larga!
E quindi, prima che facciano le valigie anche loro, insieme alle rondini e agli altri uccelli migratori, io corro al mercato e faccio incetta di tutti i vegetali allegri e colorati che mi hanno accompagnato finora... e fingo che sia ancora estate!

La ricetta è di Simona di TavolArteGusto.

Orecchiette all'ortolana di fine estate



da qui, quasi uguale

Ingredienti per due persone affamate:
200 g di orecchiette pugliesi
60 g di olive di Gaeta
2 spicchi d'aglio
1/2 melanzana piccola
1 zucchina piccola
1/2 peperone rosso
3 pomodori lunghi, medi
basilico fresco
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di capperi di Pantelleria sotto sale
3 fiori di zucca

Preparazione:
Denocciolate le olive e tagliatele a metà.
Sbucciate gli spicchi d'aglio e schiacciateli leggermente.
Tagliate a dadini piccoli la melanzana, il peperone, la zucchina e i pomodori.
Aggiungete ai pomodori qualche fogliolina di basilico spezzettata, mescolate e lasciate riposare.
In una larga padella antiaderente scaldate 2 cucchiai d'olio con uno spicchio d'aglio.
Fate dorare l'aglio, unite le melanzane e soffriggetele per qualche minuto, finché saranno dorate.
Spegnete il fuoco, trasferite le melanzane e l'aglio in una ciotolina e mettete da parte.
Nella stessa padella versate il resto dell'olio, unite l'altro spicchio d'aglio e fatelo soffriggere.
Unite le olive e i capperi dissalati, soffriggete per un minuto, poi aggiungete i pomodori a dadini con il basilico, abbassate la fiamma, mettete il coperchio e cuocete per pochi minuti mescolando ogni tanto.
Aggiungete i dadini di peperone e di zucchina e le melanzane con l'aglio, e unite altro basilico spezzettato. Mescolate e cuocete con il coperchio per circa 5 minuti (le verdure devono rimanere croccanti), dopodiché unite i fiori di zucca mondati e divisi in filetti, e mescolate. Eliminate l'aglio.
Nel frattempo cuocete le orecchiette in acqua salata, scolatele al dente senza sgrondarle troppo e versatele nella padella con le verdure.
Unite 2-3 cucchiai di acqua della pasta e saltate il tutto fino a completa cottura delle orecchiette.
Completate il piatto con altro basilico spezzettato, portate in tavola e mangiatelo caldo...

... sempre che l'afa di questi giorni lo permetta!

venerdì 19 settembre 2014

Papaccelle al riso con le patate

Sabato mattina di fine estate, presso un'azienda agri-vinicola biologica della Palude.
"Amore, guarda! Le papaccelle! Le prendiamo?"
"No! Basta papaccelle!"
"Ma come, basta papaccelle! Guarda come sono belle! Come sono colorate! Come sono fresche e lucide e sode!"
"Ho detto di no! Mi stanno uscendo dalle orecchie, le papaccelle!"
"Ma come! Ma se le ho fatte solo cinque volte, quest'estate!"
"No! Mi taglio le vene se mi fai mangiare ancora papaccelle!"
"Ma come! Adesso che ho trovato la ricetta per la cottura perfetta delle patate! Né bruciate né spappolate! Non ti piacerebbe una bella teglia di papaccelle al forno con tante patate? Che poi te le porti anche in ufficio per pranzo?"
"No! Non le voglio più vedere, le papaccelle!"
"Ma io devo farle! Quelle ripiene di riso non le ho ancora pubblicate sul blog!"
"Noooooo! Io non le voglio, le papaccelle!"
"E va bene, allora ne prendo solo otto così le mangio soltanto io!"

Papaccelle al riso con le patate



Ingredienti per 4 persone:
8 papaccelle grandi
160 g di riso Arborio
400 g di pomodori tipo San Marzano
basilico fresco
mentuccia fresca
origano secco
1 pizzico di aglio in polvere (o uno spicchio fresco, tritato)
3 cucchiaini di olio extravergine d'oliva
sale
2-3 patate a pasta gialla

Preparazione:
Sbollentate i pomodori per 1 minuto, lasciateli raffreddare, pelateli, tagliateli a pezzi e frullateli con il basilico, la mentuccia, l'origano, l'aglio e l'olio.
Versate il frullato in una ciotola, unite il riso, aggiungete il sale, mescolate bene e mettete la ciotola in frigo per almeno un'ora.
Lavate e asciugate le papaccelle.
Tagliate le calotte, togliete i semi e tenetele da parte.
Svuotate ogni papaccella dai semi, salate leggermente l'interno e disponetele tutte in una pirofila.
Riempitele con il composto di riso, chiudete con le calotte messe da parte e completate con un filo d'olio.
Lavate e sbucciate le patate, tagliatele a spicchi, conditele con sale e olio e distribuitele nella pirofila tra una papaccella e l'altra.
Cuocete in forno preriscaldato a 210° per 45 minuti, poi spegnete il forno e lasciate la pirofila nel forno per altri 15 minuti.
Mangiate le papaccelle a temperatura ambiente, dopo qualche ora di riposo.


E' vero, le ho preparate innumerevoli volte!
Ma la perfetta cottura del riso e delle patate l'ho raggiunta dopo aver letto la ricetta dei Pomodori ripieni di riso con le patate sul blog Chiarapassion di Enrica, che sentitamente ringrazio per la condivisione!


Questa ricetta partecipa al 100% GLUTEN FREE FRI(DAY) di Gluten Free Travel and Living.

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martedì 16 settembre 2014

Torta di farina integrale con yogurt e uva Moscato di Terracina

POST A ELEVATO CONTENUTO CULTURALE


Il vitigno Moscato di Terracina è una varietà di moscato diffusa solo nel Lazio, in particolare nel basso Agro Pontino, nella zona di Terracina e nella piana di Fondi, in provincia di Latina.
I grappoli, piramidali e dagli acini grandi e di colore giallo-verde, vengono utilizzati sia per produrre vino sia come uva da tavola.
Appartiene alla famiglia dei Moscati, vitigni aromatici il cui nome deriva da muscum, cioè "muschio", per il profumo intenso e il caratteristico aroma dolce che si ritrovano nell'uva.
Il vino Moscato di Terracina DOC ha colore giallo paglierino con riflessi dorati, profumo aromatico con note di frutta a polpa gialla, esotica, di agrumi e di miele, e in bocca è sapido e asciutto.


Non ho usato quest'uva meravigliosa per produrre vino.
Tanto meno ho usato questo vino strepitoso per fare una torta.
Ho semplicemente messo l'uva in una torta.
Semplice uva, semplice farina e semplice yogurt, tutto insieme in una semplice torta.
Semplicemente buona.
Morbida, profumata e saporita.
Una ricetta che risale ai tempi di quando la parola blog doveva ancora essere coniata e La prova del cuoco era l'unica trasmissione televisiva popolare dedicata al food, che allora si chiamava semplicemente cibo.
Scritta al volo su un foglio di carta da riciclare piegato a metà, solo l'elenco degli ingredienti e appena un paio di note sulla preparazione e sulla cottura.
Righe cancellate e riscritte con colori di inchiostro differenti, a testimonianza di quante volte la ricetta è stata provata per mettere a punto una versione ogni volta migliore.
Adesso la ricetta è sul web, pubblicata in un post di un blog sul food.
Il foglio piegato a metà invece è ancora allo stesso posto, in un cassetto della mia cucina.
Con qualche cancellatura e qualche nota in più. ;o)

Torta di farina integrale con yogurt e uva Moscato di Terracina



Ingredienti per uno stampo da 24 cm:
500 g di uva Moscato di Terracina (peso netto degli acini)
3 uova
150 g di zucchero vanigliato
250 g di yogurt bianco intero, non zuccherato
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
300 g di farina integrale, biologica e macinata a pietra (obbligatoria!)
1 cucchiaino abbondante di cannella
1 bustina di lievito per dolci
qualche cucchiaio di zucchero di canna

Preparazione:
Lavate e asciugate gli acini, mettendo da parte i più grandi.
Tagliateli a metà ed eliminate i semi con un  coltellino a punta sottile, sempre lasciando i più grandi da parte.
Sbattete le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso.
Unite l'olio e sbattete ancora, poi incorporate delicatamente lo yogurt.
Mescolate la farina con la cannella e il lievito setacciato e incorporatela gradatamente al composto.
Unite i mezzi acini d'uva (tranne quelli più grandi) e mescolate delicatamente con una spatola.
Versate nello stampo imburrato e infarinato.
Disponete sulla superficie i mezzi acini più grandi, con la parte tagliata rivolta verso il basso, e spolverizzate il tutto con lo zucchero di canna.
Cuocete in forno statico preriscaldato a 170° per circa un'ora, poi sfornate, lasciate raffreddare per 10 minuti e sformate con delicatezza (vivamente consigliato lo stampo a cerniera per non rompere il dolce in questa fase, o la cottura con carta da forno!) su una gratella fino al raffreddamento completo.


Accompagnate la torta con vino Moscato di Terracina DOC, amabile, secco o passito, o con un bicchiere di succo d'uva ben freddo, per una merenda adatta a tutti!


Un consiglio.
Usate proprio una farina integrale biologica e macinata a pietra, perché questo tipo di farina funziona egregiamente per assorbire il liquido rilasciato dagli acini d'uva durante la cottura.
Per non parlare del sapore, che ha reso questa versione la migliore in assoluto.
Ho potuto perfino fare a meno della carta da forno, anche so ho usato lo stampo a cerniera, tanto per non rischiare.
Ed è pure sana! :o)

venerdì 12 settembre 2014

Crema di peperoni e zucchine con yogurt alle mandorle

Mattina di un giorno qualunque di fine estate, al supermercato.
Un tuffo al cuore al banco del reparto ortofrutta.
Vedo qualcosa che mi sconvolge.
Che mi toglie il respiro come una stilettata tra le costole.
Non può essere vero... No, no, per favore... Non ancora, ti prego...
Chiudo gli occhi per non vederle.
Forse, se io non le vedo, loro non ci sono...
Ma riapro gli occhi e loro sono ancora lì.
Vere e reali.
Esistono.
Impossibile ignorarle.
Devo accettarle.
Farmi una ragione della loro presenza lì, davanti ai miei occhi.
In fondo lo sapevi che sarebbe successo, prima o poi. Era inevitabile.
Sì, lo sapevo, ma pensavo Meglio poi che prima...
E adesso il momento è arrivato.
Il supermercato ha messo in vendita le castagne.
Buone, buonissime.
Ma fanno tanto autunno!
E io non voglio che finisca l'estate!!!

Crema di peperoni e zucchine con yogurt alle mandorle



da "Cucina Naturale", con piccole modifiche

Ingredienti per 2 persone:
1 peperone rosso
1 peperone giallo
1 peperone verde
2 zucchine medio-grandi
mezza cipolla rossa
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
400 ml circa di brodo vegetale
1 spicchio d'aglio
25 g di mandorle pelate
125 g di yogurt bianco intero

Preparazione:
Lavate e asciugate i peperoni interi e arrostiteli in forno preriscaldato a 220° per 30-40 minuti, posizionandoli al livello centrale del forno in una teglia bassa ricoperta di carta da forno.
Una volta cotti, chiudeteli in un sacchetto di carta e poi in una busta di plastica fino al raffreddamento.
Spellateli, eliminate i semi e i filamenti interni, divideteli in listarelle separando i colori e teneteli da parte.
Affettate sottilmente le zucchine e rosolatele in una padella con 1 cucchiaio d'olio e la cipolla tritata per 5 minuti.
Aggiungete le striscioline di peperone verde e cuocete per altri 5 minuti.
Versate il brodo vegetale e proseguite ancora per 10 minuti, poi frullate tutto ottenendo una crema di media densità e regolate di sale.
Stendete le striscioline di peperone rosse e gialle in una padella con 1 cucchiaio d'olio e lo spicchio d'aglio leggermente schiacciato.
Salate e fate insaporire a fuoco basso per 5 minuti.
Nel frattempo, preriscaldate il forno a 150° e infornate le mandorle su una teglia coperta con carta da forno per 12 minuti. Devono diventare dorate ma non scure.
Fatele raffreddare, poi polverizzatele finemente e mescolatele allo yogurt.
Versate la crema nei piatti individuali e decorate con le striscioline di peperone e la crema di yogurt e mandorle.



Questa ricetta partecipa al 100% GLUTEN FREE FRI(DAY) di Gluten Free Travel and Living.

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martedì 9 settembre 2014

Come ti riciclo i lumaconi spezzati!

"Amore, la Commare mi ha regalato una confezione di lumaconi!"
"Una confezione di lumache?"
"Di lumaconi! Un formato di pasta speciale, da farcire con un ripieno e cucinare al forno."
"Interessante! Potremmo cucinarli per la cena di domani sera."
"Domani sera saremo in nove... Un pacco non basta, dovremmo comprarne almeno un altro. Per il ripieno ho una ricettina a base di ricotta e zucchine... Ti ricordi la lasagna che ho cucinato a Ferragosto 2012?"
Se la ricorda vagamente.
"Me la ricordo perfettamente!"
Risposta diplomatica, data per non farsi fulminare ammettendo di non ricordare bene un piatto mangiato una sola volta due anni prima.
Al supermercato prendiamo altri due pacchi di lumaconi.
Torniamo a casa e iniziamo la preparazione.
Lui cuoce i lumaconi, io preparo il ripieno e la salsa di pomodoro.
Dopo tre ore i lumaconi sono farciti a dovere e disposti in ordine in due grandi teglie, pronti per essere infornati.
La cucina sembra un campo di battaglia, dominato dall'ingombrante presenza di tre larghi piatti pieni di lumaconi spezzati.
Eh sì, perché mica tutti i lumaconi restano integri in cottura!
"Questi non si possono farcire. Cosa ne facciamo?"
"Non lo so, amore... Mettili in frigo, per ora. Non ho tempo di pensarci adesso, ci penserò domani."
(Una porzione di lumaconi ripieni a chi scrive per primo nei commenti quale personaggio famoso ha pronunciato l'ultima frase prima di me!)
I lumaconi spezzati non posso farcirli, ma posso farne un timballo con quello che trovo in casa!
Apro il frigo.
"Devo fare un timballo! Chi si offre volontario?"
(Chi mi segue da qualche tempo sa che parlo con svariati ingredienti, anche se tendo a preferire gli albumi.)
Un peperone e due melanzane fanno un passo avanti, seguiti da mezza scatola di conserva di pomodoro e da mezzo fiordilatte.
Dal giardino si offrono tre fiori di zucca.
Recluto anche uno scalogno, una larga foglia di basilico e qualche altro ingrediente volontario.
Ne viene fuori un timballo da urlo.
"Senti che profumo!"
"Secondo me questo è pure meglio dei lumaconi ripieni! Taglia, taglia!"
"Dammi il piatto... No, aspetta, aspetta! Non lo mangiare! Ho dimenticato di fotografarlo, porcamiseria!"
"Mio Dio! Guarda che il cibo può anche essere mangiato senza venire fotografato prima!"
"Stai scherzando??"

La foto non è esattamente un capolavoro.
Ma con un marito affamato piazzato dietro le mie spalle e pericolosamente armato di forchetta e coltello, non potevo stare troppo a ricamare...
Quindi stavolta prendetela così come è venuta... sapendo che il soggetto era molto, ma molto migliore della foto! ;o)

Timballo di lumaconi spezzati con verdure estive



Ingredienti:
550 g di lumaconi cotti
1 scalogno
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
mezzo cucchiaino di paprika piccante
1 peperone
2 melanzane
200 g di conserva di pomodoro a pezzettoni
1 cucchiaino di pasta d'acciughe
1 cucchiaino di capperi
origano secco
basilico fresco
3 fiori di zucca
200 g di mozzarella (fiordilatte)
pecorino grattugiato

Preparazione:
Preriscaldate il forno a 220°. Rivestite la leccarda con carta da forno, metteteci sopra le melanzane intere e il peperone tagliato a falde larghe e infornate sul ripiano centrale per 30 minuti, trascorsi i quali controllate la cottura infilando uno stuzzicadenti nelle verdure (devono essere morbide).
Fate raffreddare le verdure completamente.
Eliminate la pelle del  peperone e tagliatelo a filetti e poi a pezzetti. Tenete da parte.
Spellate le melanzane, tagliatele a pezzetti, schiacciatele con una forchetta (o con l'apposito utensile che si vede nell'ultima foto del post) e mettete a scolare la polpa.
Fate appassire in padella lo scalogno affettato sottilmente con l'olio.
Aggiungete la paprika, dopo due minuti il peperone, dopo altri due minuti la polpa di melanzane e fate insaporire a fuoco medio per cinque minuti.
Unite la pasta d'acciughe, i capperi dissalati, il pomodoro e l'origano. Coprite con un coperchio e fate cuocere a fuoco basso per qualche minuto.
Togliete dal fuoco, aggiungete il basilico tagliato a striscioline sottili e i fiori di zucca a filetti e mescolate. Fate raffreddare.
Versate i lumaconi in una ciotola ampia, conditeli con un filo d'olio per staccarli l'uno dall'altro e unite il condimento di verdure e metà della mozzarella, tagliata a dadini e scolata.
Mescolate bene, cercando di distribuire il condimento in modo omogeneo, e versate il tutto in una pirofila leggermente oliata.
Spolverate con il pecorino e cospargete con il resto della mozzarella.
Infornate a 180° per 30 minuti.


Ed ecco un nuovo uso del pastry cutter (l'invenzione del secolo vista qui!):


Ho schiacciato le melanzane in un attimo! :D

venerdì 5 settembre 2014

Conchigliette di mais alle erbe con fagioli borlotti e peperoni

"Siete in linea con il Centro Unico di Prenotazione del Servizio Sanitario Regionale del Lazio. Risponde l'operatore numero settenovequattroseitrecinqueduezerosette... Buongiorno, in cosa posso aiutarla?"
"Buongiorno. Io devo prenotare una risonanza magnetica alla schiena, possibilmente in Palude."
"Mi dia i suoi dati. Signora, in Palude la risonanza magnetica viene effettuata presso l'ospedale XY e le liste sono chiuse."
"Cioè?"
"Cioè le liste sono chiuse. L'ospedale al momento non accetta più prenotazioni."
"Non le accetta fino a quando?"
"Non lo sappiamo. Provi a richiamare all'inizio del mese prossimo e vediamo se l'ospedale XY avrà riaperto le prenotazioni."
"Scusi, ma io sapevo che in Palude la risonanza magnetica si effettua presso l'ospedale WZ, non presso l'ospedale XY."
"Qui è scritto ospedale XY e le liste sono chiuse."
"Va bene. Mi sa dire se posso prenotare la risonanza presso un'altra struttura della regione? So che la fanno anche in un paio di comuni qui intorno."
"Qui risulta che tutte le liste sono chiuse."
"Va bene, grazie, lei mi è stato di grande aiuto. Buongiorno."
"Ma le pare. Buongiorno a lei, signora."
Tanto per fare un tentativo, telefono all'ospedale WZ.
"Ospedale WZ, buongiorno!"
"Buongiorno. Io devo fare una risonanza magnetica alla schiena. Posso farla da voi?"
"Sì, signora. Le va bene tra dieci giorni?"
"Co-come? Tra dieci giorni? Con la convenzione?"
"Certo, signora, con la convenzione. Allora che faccio, la prenoto?"
"Sì! Sì!!! Sììììììì!!!"

Conchigliette di mais alle erbe con fagioli borlotti e peperoni



da "Cucina Naturale", con piccole modifiche

Ingredienti per 4 persone:
200 g di conchigliette di mais
1 peperone giallo
1 peperone rosso
1 peperone verde
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino fresco piccolo
2 cucchiaini di capperi di Pantelleria sotto sale
2 cucchiai di erbe aromatiche (menta, mentuccia, basilico, prezzemolo, origano, erba cipollina...)
200 g di fagioli borlotti freschi, lessati (400 g di peso col baccello)
12 olive di Gaeta
2 fiori di zucca
1 cucchiaino di curcuma

Preparazione:
Lavate e asciugate i peperoni interi e arrostiteli in forno preriscaldato a 220° per 30-40 minuti, posizionandoli al livello centrale del forno in una teglia bassa ricoperta di carta da forno.
Una volta cotti, chiudeteli in un sacchetto di carta e poi in una busta di plastica fino al raffreddamento.
Spellateli, eliminate i semi e i filamenti interni, divideteli in listarelle, tagliateli a quadrotti e teneteli da parte.
Scaldate l'olio in un padellino e unite l'aglio leggermente schiacciato e il peperoncino, e proseguite per qualche minuto sul fuoco al minimo, senza soffriggere.
Togliete dal fuoco, eliminate l'aglio e il peperoncino e unite all'olio i capperi dissalati e le erbe tritate finemente al coltello. Mescolate bene e lasciate insaporire.
Versate il condimento in una ciotola ampia e unitevi i peperoni a quadrotti, i fagioli, le olive denocciolate e divise a metà e i fiori di zucca a filetti. Mescolate  bene, coprite la ciotola e mettete da parte a insaporire.
Lessate la pasta in acqua salata e profumata con la curcuma, scolatela al dente, raffreddatela sotto l'acqua e conditela subito con un filo d'olio per non farla attaccare.
Versatela nella ciotola con le verdure e mescolate accuratamente.
Lasciate insaporire la pasta per almeno 30 minuti e gustatela a temperatura ambiente, guarnita con foglioline di erbe fresche.


Questa ricetta partecipa al 100% GLUTEN FREE FRI(DAY) di Gluten Free Travel and Living.

I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

martedì 2 settembre 2014

Vermicelli di Gragnano ai tre pomodori

Martha, con questo post io ti chiedo perdono.
Perdono perché è da due mesi che non seguo la tua via.
Perdono perché è da due mesi che non pubblico una tua ricetta.
Perdono perché ho deviato dalla tua strada per realizzare una ricetta di Jamie Oliver, lo chef inglese che ci insegna la cucina italiana.
Perdono per aver indotto i miei venticinque lettori a pensare che lui potesse insegnarci la cucina italiana meglio di quanto possa fare tu.
Martha, con questo post io ti dico grazie.
Grazie per avermi riportato sulla tua strada.
Grazie per avermi parlato ancora.
Grazie per avermi illuminato con il tuo segno.
Grazie per avermi iscritto, senza che io nemmeno sapessi di desiderarlo, alla newsletter di Living.
Grazie perché, quando oggi ho ricevuto la tua parola quotidiana sotto forma della newsletter di Everyday Food, e dopo cinque minuti un'altra tua parola che ho potuto leggere nella newsletter di Living alla quale non mi sono mai sognata di abbonarmi, ho capito quanto sei grande.
Ho capito quanto sei potente.
E soprattutto quanto sei onnipresente!
Ti dedico questo post, Martha.
Affinché tutti i miei venticinque lettori sappiano che quando rivolgi il tuo sguardo alla cucina mediterranea, o Martha Ubique Praesens *, puoi sembrare perfino più italiana di me!

Vermicelli di Gragnano ai tre pomodori

ricetta di Martha Stewart, con piccole modifiche
l'originale è qui


Ingredienti per due persone (affamate):
200 g di vermicelli di Gragnano
1 cucchiaio di olio dei pomodori secchi sott'olio
1 spicchio d'aglio tagliato a metà
peperoncino macinato
200 g di conserva di pomodoro a pezzi
4 pomodori secchi sott'olio, tagliati a pezzetti
200 g di pomodori ciliegini tagliati a metà, o in quarti se grandi

Preparazione:
Scaldate l'olio in una padella, aggiungete l'aglio e il peperoncino e rosolate per mezzo minuto.
Aggiungete i pomodori secchi e, dopo un minuto, il pomodoro in conserva.
Lasciate cuocere a fuoco medio per circa dieci minuti, mescolando ogni tanto.
Aggiungete i pomodorini e cuocete ancora per cinque minuti.
Scolate i vermicelli e versateli nella padella. Mescolate, aggiungendo eventualmente un po' d'acqua di cottura per rendere il condimento più cremoso.
Servite immediatamente.


* E poi dicono che il Castiglioni-Mariotti, dopo la maturità, non serve più! :D
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