giovedì 27 agosto 2015

Linguine di mare ai pomodori secchi... e il contest dei sogni!

Un contest di cucina come tanti, apparentemente.
Sky Cook, competizione tra ricette organizzata da Burro & Bollicine e abbinata a Sky Wine 2015 Sermoneta, manifestazione che si svolgerà il 29 e il 30 agosto e di cui vi abbiamo parlato in conclusione a questo post.
In questo contest, però, c'è qualcosa di diverso.
Il premio per il vincitore.
Niente cocottine di porcellana cinese, niente libri di ricette africane, niente fine settimana per due persone all'altro capo del Paese.
Un vero, autentico corso di cucina, di quelli che si fanno per imparare a cucinare.
Che è come dire: il sogno della mia vita, da quando esiste questo blog!
Imparare a cucinare significherebbe riuscire a incorporare una montata in un composto senza smontare le uova, a preparare una besciamella liscia e senza grumi, e forse perfino a compiere l'impresa mai osata e finora soltanto immaginata... montare la panna!
Quanto bene farebbe a me, al marito, alla mia famiglia, ai miei amici, al blog e ai suoi venticinque cinquantatré lettori, se io potessi finalmente imparare a cucinare!
Leggo il regolamento completo, pubblicato su una pagina Facebook dedicata al contest.
Il primo vincitore verrà decretato a giudizio insindacabile di una giuria di chef.
Il secondo vincitore sarà eletto invece a furor di popolo.
Il popolo di Facebook.
Sogghigno. Sono la foodblogger con meno contatti al mondo sul suo profilo Facebook.
Decido di partecipare, e di affidarmi completamente al giudizio insindacabile della giuria di chef.

Cucino, fotografo, scrivo, pubblico.
Mangio, anche, e con soddisfazione.
I giorni passano, io e il marito partiamo per le vacanze, e il termine per la partecipazione al contest scade.
Al rientro in Palude controllo la pagina Facebook che ospita il contest.
Il nome del vincitore decretato dalla giuria non è ancora stato pubblicato.
Sono state pubblicate, però, le foto delle cinque ricette candidate al voto del pubblico.
"Ma guarda, in questa foto c'è un'oliera simile alla mia... E anche quella tazza è uguale alle mie... E il vassoio... E la ricetta... è la mia! Sono in finale! Amore, siamo in finale!!!"
La Zuppa di farro con funghi porcini e fagioli borlotti della foodblogger con meno contatti al mondo sul suo profilo Facebook è tra le ricette che dovranno essere votate dal pubblico.
Non mi sono mai sentita così vicina a imparare a cucinare.
Tra me e il mio sogno, una manciata di click.
click da mettere sul Mi piace di una foto pubblicata su una pagina Facebook.

Uno, il primo, l'ho messo io, con trepidazione e orgoglio.
Ma non basta.
Ne servono altri, molti di più.
Servono i click dei lettori.
Che poi lo so che non sono né venticinque come quelli del Manzoni né cinquantatré come dicono i numeri a destra nell'home page del blog.
Sono, siete, molti di più.
E se è vero che l'unione fa la forza, siete abbastanza per riuscire, tutti insieme, a mandarmi finalmente a imparare a cucinare!

Aho', hai finito co' 'sta filastrocca stracciacore? C' 'o vòi di' o nun c' 'o vòi di' come se fa a vota', così finarmente te mannamo a 'mpara' a cucina'?
Giusto!
Collegatevi a Facebook (ovviamente dovete essere registrati, altrimenti neanche pregando in ginocchio la mamma di Mark Zuckerberg potrete votare), poi seguite questo link e, entro venerdì 28 agosto, cliccate il pulsante Mi piace sotto la foto della zuppa di farro con funghi porcini e fagioli borlotti (quella con l'oliera, la tazza della colazione e il vassoio!).
E se un giorno vedrete su questo blog la foto di una bella coppa di panna perfettamente montata, saprete che è anche merito vostro, che mi ci avete mandato!

Linguine di mare ai pomodori secchi



Ingredienti per 2 persone:
400 g circa di misto di mare: in questo caso, un calamaro, un trancio di ricciola, una manciata di gamberi
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 spicchio d'aglio
1 mazzetto di prezzemolo fresco
peperoncino tritato
6 mezzi pomodori secchi sott'olio
vino bianco secco
150 g di linguine di Gragnano

Preparazione:
Prima di tutto pulite il pesce e tagliatelo a pezzetti (o fatevelo fare in pescheria): il calamaro a quadretti, la ricciola a cubetti, sgusciate i gamberi e staccate le teste (poveretti), mettendole da parte.
Tenete separati i pezzi dei pesci senza sangue (calamari, totani, seppie ecc.) e metteteli in una larga padella antiaderente. Ponete la  padella, scoperta, su fuoco vivace, e cuocete senza aggiungere olio, togliendo di volta in volta l'acqua che verrà rilasciata dal pesce. Questo serve a non annacquare il condimento finale durante la cottura.
Nel frattempo tritate finemente l'aglio e le foglie del prezzemolo, scolate i pomodori secchi dall'olio e tagliateli a pezzetti.
In un'altra padella fate scaldare l'olio e rosolatevi per qualche minuto le teste dei gamberi, finché non avranno rilasciato il loro aroma. Eliminatele e versate in padella il trito di aglio e prezzemolo, i pomodori secchi e il peperoncino e cuocete a fuoco medio-basso per circa 5 minuti, senza far scurire l'aglio.
Unite il pesce, sia quello cotto che quello crudo, fatelo rosolare bene e sfumate col vino bianco, alzando la fiamma per farlo evaporare. Il fondo di cottura deve rimanere leggermente umido e non asciugarsi troppo.
Mentre cuocete il condimento, lessate le linguine in abbondante acqua salata e scolatele ben al dente nella padella con il pesce. Completate la cottura della pasta nella padella coperta, aggiungendo poco per volta l'acqua di cottura.
Disponete le linguine nei piatti, decorate con prezzemolo tritato e servite subito.

mercoledì 5 agosto 2015

Calamarata con friggitelli e guanciale croccante su fonduta di Pecorino Romano DOP

Quante storie vi ho raccontato, cari venticinque cinquantatré lettori, da quando questo blog è stato aperto, circa un anno e mezzo fa?
Storie, e ricette.
Ricette fatte di cura, di passione, di amore, di divertimento, di desiderio di scoprire, di sperimentare, di imparare... e di mangiare!
Eccoli, gli ingredienti delle mie ricette.
Oltre a una nutrita schiera di verdure, legumi, cereali, frutta, zucchero, burro, spezie, cioccolato!
E gli ingredienti delle storie?
Emozioni, sentimenti, passioni, umorismo, risate.
E parole. Tante, tantissime parole.
Voi conoscete le parole con cui vi ho raccontato le mie storie.
Oggi, invece, voglio raccontarvi la storia di una parola.
Sì, perché anche le parole hanno una storia!

Conoscete, immagino, la parola siringa.
Il sito Garzanti Linguistica ci fornisce quattro significati (il secondo dei quali ci porta in un ambito che ci tocca molto da vicino... eheheh!):
1. apparecchio, generalmente di vetro o di plastica, costituito da un tubetto con stantuffo, in cui si innesta un ago forato, usato per iniettare liquidi medicinali nell'organismo o per prelevarne sangue o altri liquidi organici 
2. arnese di cucina costituito da un tubo con stantuffo terminante con un'estremità a forma di cono, usato per introdurre la crema nei dolci e per eseguire decorazioni con crema o altro su torte, tartine ecc. 
3. (mus.) strumento aerofono a fiato di origine popolare e pastorale, formato da una serie di canne di lunghezza decrescente, vuote e otturate in fondo, poste l'una accanto all'altra in modo che le imboccature siano a pari livello: la siringa di Pan
4. (bot.) lillà
Da Una parola al giorno, servizio (gratuito) al quale mi sono da poco abbonata per la mia (e vostra!) gioia, apprendo che
Oggi con questo termine si intende perlopiù lo strumento sanitario usato per iniezioni e prelievi, ideato dal medico francese Charles Gabriel Pravaz verso la metà del XIX secolo: altri prima di lui avevano tentato di costruire strumenti simili, ma fu solo grazie all'applicazione di un'altra invenzione che la siringa di Pravaz vide la luce - l'ago forato, ideato dal medico irlandese Francis Rynd solo pochi anni prima, che permetteva l'impiego della siringa senza dover prima fare un'incisione. 
Questo nome nasce dal termine greco syrinx, che indicava sia uno strumento musicale, sia la canna, il condotto. [...] L'origine di questo strumento è narrata dal mito. 
Siringa era una ninfa amadriade, cioè una ninfa degli alberi, legata alla dea Artemide. Pan, dio silvano dai prepotenti appetiti, aggirandosi nei boschi vide Siringa e - per così dire - se ne innamorò. La ninfa Siringa tentò di sfuggirgli, ma Pan la inseguì fin sulle sponde del fiume Ladone; qui Siringa si rivolse alle Naiadi, le ninfe delle acque, in cerca di aiuto. La ascoltarono, e la tramutarono in un fascio di canne di fiume. Pan, udendo il dolce suono delle canne al vento, ne legò alcune insieme e ne fece un flauto, e lo chiamò "siringa".
Sono sicura che vi ricorderete di questa storia, la prossima volta che avrete a che fare con una siringa... in uno qualunque dei suoi quattro significati!

Calamarata con friggitelli e guanciale croccante su fonduta di Pecorino Romano DOP



Ingredienti per 2 persone:
150 g di pasta, formato calamarata
Per i friggitelli:
400 g di friggitelli (peperoncini verdi dolci) grandi
50 g di guanciale di buona qualità, affettato sottilmente
un quarto di cipolla di media grandezza
Per la fonduta:
4 cucchiai di Pecorino Romano DOP grattugiato finemente
8 cucchiai di latte
Per decorare:
2 friggitelli piccoli
2 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaio di acqua

Preparazione:
Prima di iniziare la preparazione caramellate i friggitelli piccoli. Riunite in un padellino antiaderente lo zucchero di canna e l'acqua, fate sciogliere lo zucchero a fuoco basso e passatevi i peperoncini rigirandoli bene da ogni lato finché saranno lucidi e morbidi. Scolateli su carta da forno, lasciateli raffreddare e teneteli da parte fino al momento di servire la pasta.
Lavate e asciugate i friggitelli e tagliateli a rondelle larghe circa un dito, eliminando il picciolo e quanto possibile dei semi e dei filamenti interni.
Tagliate il guanciale a listarelle piuttosto larghe e fatelo rosolare in una larga padella antiaderente, senza aggiungere olio, a fuoco medio. Aspettate che il grasso si sciolga bene e che il guanciale risulti dorato e croccante, poi scolatelo e tenetelo da parte.
Tagliate a metà per il lungo il pezzo di cipolla e fatelo soffriggere nel grasso liquido per qualche minuto, poi eliminatelo e versate nella padella i friggitelli tagliati a rondelle. Fateli insaporire a fuoco vivace per qualche minuto, poi chiudete con il coperchio, abbassate la fiamma e portate a cottura, aggiungendo eventualmente un goccio d'acqua per mantenere umido il fondo di cottura. Salate.
Cuocete la pasta, scolatela al dente nella padella dei friggitelli, aggiungete le listarelle di guanciale e fate saltare il tutto mantecando con qualche cucchiaio dell'acqua di cottura della pasta.
Nel frattempo fate sciogliere il Pecorino Romano DOP nel latte a fuoco basso fino a ottenere una salsa omogenea e piuttosto fluida. Versatela sul fondo dei piatti individuali e disponetevi sopra la pasta con i friggitelli e il guanciale.
Completate con un peperoncino caramellato e servite.

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