venerdì 27 novembre 2015

Bocconcini fondenti alla crema di cacao e nocciole

Un post su Facebook, condiviso da chissà chi.
Una ricetta in francese, con una foto di dolcetti scuri e un titolo fatto apposta per adescare chiunque.
Biscotti alla notissima crema spalmabile al cacao e nocciole con solo tre ingredienti.
E chi non la conosce, la notissima!
E soprattutto, chi non ha in casa quei tre ingredienti?
Un uovo, un po' di farina e un barattolo di notissima.
Non ho mai usato la notissima in cucina, a dire la verità.
Non mi piace nei dolci, a dirla tutta.
Però quegli affarini scuri e rotondi che mi guardano dallo schermo del portatile mi intrigano.
Leggo la ricetta.
E' di una semplicità disarmante.
Mescolare, fare palline e infornare.
E quei tre ingredienti che tutti abbiamo in casa.
E' una di quelle ricette un po' ruffiane fatte apposta per irretire i lettori e intrappolarli nelle maglie del desiderio e della curiosità.
Mi sento intrappolata anch'io, guarda un po'.
Vogliamo vedere quanti dei miei venticinque sessantuno lettori riuscirà a sedurre? ;o)


Devo fare una confessione.
Io la notissima in casa non l'avevo.
L'ingrediente fondamentale mi mancava e sono uscita apposta per cercarlo.
E quando l'ho trovato, beh, non era la notissima, ma una di quelle che ormai da tempo hanno preso il suo posto in casa Gaudiomagno.
Questione di gusti... e di etichetta!

Bocconcini fondenti alla crema di cacao e nocciole



Ingredienti per circa 26 pezzi:
1 uovo medio, a temperatura ambiente
230 g di crema di cacao e nocciole (ho usato la Novi, e la consiglio per il sapore e per gli ingredienti)
130 g di farina 00
zucchero in granella per decorare

Preparazione:
In una ciotola amalgamate bene l'uovo con la crema di cacao e nocciole, mescolando con una frusta elettrica a bassa velocità.
Unite la farina, poca per volta, setacciandola e incorporandola bene con un cucchiaio di legno o con una spatola o con le mani, vedete voi.
Formate con il composto delle palline di 16 g ognuna. Per farle tutte uguali, appoggiate un piatto su una bilancia e deponetevi sopra dei mucchietti di impasto prelevandoli con l'aiuto di due cucchiaini, poi compattate ogni mucchietto nel palmo della mano e arrotondatelo. Il composto sarà molto morbido e rilascerà olio, non vi spaventate se vi ritrovate con le mani unte. L'olio si asciugherà con la cottura.
Appoggiate ogni pallina sullo zucchero in granella per farlo aderire e poi deponete le palline su una teglia ricoperta di carta da forno.
Mettete la teglia con le palline in frigo mentre riscaldate il forno. Cuocete in forno statico a 180° per 8 minuti, non uno di più. Sfornate e lasciate raffreddare i bocconcini prima di spostarli. Appoggiateli su un foglio di carta da cucina per eliminare ogni traccia di olio dalla base.
Appena cotti sono divini, sono profumatissimi e hanno una morbidezza che ricorda le torte fondenti.
Con il passare del tempo tendono a indurire leggermente, perciò se potete non conservateli e fateli sparire il più presto possibile!


La versione originale della ricetta prevede di schiacciare leggermente ogni pallina prima di infornare la teglia e di praticarvi, con il manico di un cucchiaio di legno, una piccola cavità circolare destinata ad essere riempita, dopo il raffreddamento, con un ciuffetto di notissima da far scendere da una sac-à-poche.
Si possono anche far rotolare le palline nello zucchero, a  velo o semolato, subito prima di cuocerle.
Se si desiderano dei biscottini più dolci si può aggiungere un po' di zucchero all'impasto; io non l'ho fatto perché la crema di cacao ne contiene già abbastanza, specialmente la notissima.

venerdì 13 novembre 2015

Insalata di lenticchie con brunoise di verdure e salsa di yogurt alla senape

Un giorno d'autunno qualunque, nel primo pomeriggio.
Il sole ancora caldo splende sul mare, ricoprendolo d'argento.
Le onde vanno e vengono, incessantemente.
Sulla battigia, orme di cani e di piedi calzati, resti di alghe e di piccole meduse.
Qualche pozza d'acqua dimenticata dalla marea, col fondo di sabbia raggrinzito dalla corrente.
Una bimba raccoglie conchiglie e sassolini insieme alla mamma.
Tra le cabine di uno stabilimento balneare deserto, due ragazzi si scambiano baci e tenerezze.
Guardo la spiaggia deserta e ho nostalgia dell'estate.
Asciugamani su cui distendersi, creme solari da spalmare, ombrelloni aperti alla brezza marina, la pelle che si dora nel lento e caldissimo bagno di sole, le camminate con i piedi nell'acqua e l'aria fresca del tramonto.
Adesso la spiaggia è tutta per i cultori del kite surf.
Odo solo la voce dell'acqua e i richiami dei gabbiani.
E questa canzone che mi risuona in mente ad ogni passo sulla sabbia bagnata...

Il mare d'inverno
è solo un film in bianco e nero visto alla tivù
e verso l'interno
qualche nuvola dal cielo che si butta giù
sabbia bagnata
una lettera che il vento sta portando via
punti invisibili rincorsi dai cani
stanche parabole di vecchi gabbiani
e io
che rimango qui solo
a cercare un caffè.

Il mare d'inverno
è un concetto che il pensiero non considera
è poco moderno
è qualcosa che nessuno mai desidera
alberghi chiusi
manifesti già sbiaditi di pubblicità
macchine tracciano solchi su strade
dove la pioggia d'estate non cade
e io
che non riesco nemmeno
a parlare con me.

Mare, mare,
qui non viene mai nessuno a trascinarmi via
mare, mare,
qui non viene mai nessuno a farci compagnia
mare, mare,
non ti posso guardare così, perché
questo vento agita anche me
questo vento agita anche me.

Passerà il freddo
e la spiaggia lentamente si colorerà
la radio, il giornale
e una musica banale si diffonderà
nuove avventure
discoteche illuminate piene di bugie
ma verso sera uno strano concerto
e un ombrellone che rimane aperto
mi tuffo
perplesso in momenti
vissuti di già.

Mare, mare,
qui non viene mai nessuno a trascinarmi via
mare, mare,
qui non viene mai nessuno a farci compagnia
mare, mare,
non ti posso guardare così, perché
questo vento agita anche me
questo vento agita anche me
questo vento agita anche me
questo vento agita anche...

(Enrico Ruggeri, Il mare d'inverno)

Questo piatto l'ho preparato d'estate, ma va bene in qualsiasi periodo dell'anno, visto che non ci sono ingredienti legati a una particolare stagione.
Le quantità sono a piacere vostro.
Potete accompagnarlo con pane, con cereali o con niente.
Io ho scelto l'avena precotta, che non scuoce e si sposa bene con la nota croccantina data dalle verdure.
Se non trovate avena certificata senza glutine, sostituitela con del riso che non si ammorbidisca troppo in cottura.

Insalata di lenticchie con brunoise di verdure e salsa di yogurt alla senape



Ingredienti per 2 persone:
Per le lenticchie:
150 g di lenticchie secche
2 coste di sedano
2 carote medie
mezza cipolla
2 foglie di salvia fresca
1 foglia di alloro
100 g di avena precotta (o riso, se il glutine è un problema)
Per la salsa:
150 g di yogurt bianco intero
30 g di senape dolce
erbe aromatiche fresche o secche (erba cipollina, prezzemolo, basilico, menta...)
qualche rametto di timo fresco per decorare

Preparazione:
Sciacquate le lenticchie e cuocetele secondo le istruzioni riportate sulla confezione, aggiungendo all'acqua della lessatura 1 costa di sedano, 1 carota, la cipolla, la salvia e l'alloro. Una volta cotte, scolatele e fatele raffreddare.
Lessate l'avena (o il riso) per il tempo indicato sulla confezione, scolatela un po' al dente e mescolatela con le lenticchie.
Tagliate a pezzetti l'altra carota e l'altra costa di sedano, tenendo da parte un pezzetto di carota e un pezzetto di sedano dai quali ricavare una brunoise, ossia dei dadini di piccole dimensioni e di forma regolare e omogenea (l'ho imparato al corso di cucina, fatemela tirare un po'!): con un coltello affilato tagliate a metà nel senso della lunghezza il pezzetto di carota e il pezzetto di sedano, poi appoggiateli sul tagliere dal lato del taglio e da ogni metà ricavate delle fettine, da ogni fettina delle striscioline e da ogni strisciolina dei cubettini.
Tenete da parte la brunoise e unite il resto delle verdure a pezzetti alle lenticchie e all'avena.
Preparate la salsa mescolando con una forchetta lo yogurt con la senape e le erbe aromatiche tritate. Versate la salsa sull'insalata, distribuitela in modo omogeneo e regolate di sale.
Fate riposare l'insalata al fresco per qualche ora, dopodiché disponetela in un piatto di servizio e completatela con la brunoise tenuta da parte e i rametti di timo.


Questa ricetta partecipa al 100% GLUTEN FREE FRI(DAY) di Gluten Free Travel and Living.

I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

giovedì 5 novembre 2015

La mia torta di zucca e noci al profumo di vermouth con crumble di noci tostate... e i crumbiscotti alle noci



In principio erano frittelle di zucca.
Una ricetta mostrata in uno di quei programmi che insegnano a cucinare a noi che siamo a casa, in un'epoca in cui io ero a casa e non sapevo (ancora) cucinare.
Uova, farina, zucchero, cacao, polpa di zucca e qualcos'altro, tutto mescolato insieme e trasformato in frittelle.
Una combinazione di ingredienti insolita per l'epoca in cui non sapevo (ancora) cucinare, e che mi intrigava irresistibilmente. Però...
... però io le frittelle non le so fare!
Confesso di non aver mai preso confidenza con l'olio bollente.
Quanto alle frittelle di zucca, non videro mai la luce nella mia cucina, ma in quel giorno lontano ebbi un'idea che mi permise di assaporare quell'insieme di sapori senza espormi al pericolo di riportare ustioni di vario grado sulle zone del corpo scoperte.
Se aumentassi la quantità di farina e aggiungessi una bustina di lievito... potrei riadattare la ricetta della torta di mele di mia madre e trasformare l'impasto delle frittelle nell'impasto di una torta!
Concretizzai l'idea a tempo di record.
Pochi giorni dopo tagliavo la prima fetta della mia nuovissima torta di zucca, all'ora del tè, alla presenza dei familiari riuniti in cucina per l'assaggio.
Buona... soffice... però il cacao copre gli altri sapori e questo non va bene... la rifarò mettendone una quantità minore...
Seconda prova e secondo assaggio, alla presenza del marito e di non ricordo chi.
Buona... morbida... ora gli altri sapori si sentono... però non si sente il cacao, è troppo poco... la rifarò omettendolo del tutto...
All'assaggio della terza prova era presente solo il marito.
Buona... morbida... e che bel colore, giallo intenso... ho fatto bene a non mettere il cacao... però ci vorrebbe qualcosa di croccante... la rifarò aggiungendo delle noci...
Alla quarta prova la pazienza del marito era agli sgoccioli.
Buona... soffice... colore dorato... e che buona, questa nota croccante data dalle noci... però non ci siamo ancora... manca un sapore...
La quinta prova si fece attendere.
E non soltanto perché il marito guardava ormai con sospetto qualunque zucca entrasse in casa.
Mancava un sapore.
E io dovevo capire quale!
Ci pensai per giorni interi.
L'illuminazione arrivò, come talvolta accade, in piena notte.
Il vermouth!, esclamai mentalmente sbarrando gli occhi nel buio.
Il vermouth, che faceva parte dei sapori della mia infanzia grazie alla Zuppa inglese di nonna Sandrina.
Il vermouth, che per me era un liquido profumato contenuto in una bottiglia con su scritto Martini bianco, che stappavo al solo scopo di incollarvi il naso per il tempo più lungo possibile.
Il vermouth era la risposta che il mio cervello mi aveva suggerito, attingendo all'immenso serbatoio di esperienze che era la mia vita fino a quel momento.
Il vermouth, vino liquoroso aromatizzato con una miscela di erbe e spezie, mi consegnò finalmente la ricetta della torta di zucca perfetta!


Da quel giorno sono passati tanti anni, e tante torte sono state tagliate e assaggiate nella mia cucina.
Tante ricette sono state provate, tante tecniche sono state sperimentate.
La torta di zucca con le noci e il vermouth è stata dimenticata per anni, relegata in una cartella nascosta del mio computer.
Di tanto in tanto faceva capolino nella mia mente, ogni volta che vedevo la ricetta di una qualche torta di zucca su blog e riviste di cucina.
Anch'io facevo una torta con la zucca, tanti anni fa, ed era così buona, con quel profumo di vermouth e quella nota croccantina delle noci... E quel colore giallo di sole... Dovrò rifarla, prima o poi... Magari modifico un po' la mia vecchia ricetta... Meno zucchero... Vaniglia naturale... Più noci... Un pochino di olio in più per aumentare la morbidezza... Meno lievito... Magari sopra metto un crumble di noci tostate, così riprendo il gusto delle noci, inserisco un contrasto croccante alla morbidezza della base e aggiungo l'aroma del burro bavarese * che è la fine del mondo, ma che resta delicato visto che la torta è fatta con l'olio... E poi il crumble vuoi mettere quanto fa più figo rispetto al solo zucchero a velo... E magari... magari la pubblico sul blog!



Quest'ultima prova è stata tagliata e assaggiata nel salone di casa, alla presenza del marito e di due compagni di merende.
Dopo due giorni era sparita.
E manca ancora moltissimo a tutti!


Torta soffice di zucca e noci al profumo di vermouth con crumble di noci tostate, e crumbiscotti alle noci



* Le etichette "Dolci senza burro" e "Senza latte" si riferiscono alla torta di zucca preparata senza crumble.

Ingredienti per uno stampo a cerniera di 24 cm di diametro:
Per la base:
500 g di zucca intera, pesata cruda e con la buccia, privata di semi e filamenti; circa 250 g, una volta cotta e scolata
70 g di noci sgusciate
325 g di farina 00
1 bustina di lievito istantaneo
1 cucchiaino raso di cannella
1 pizzico di sale fino
3 uova
160 g di zucchero di canna semolato, aromatizzato alla vaniglia
90 g di olio extravergine di oliva delicato
100 ml di vermouth (Martini bianco)
burro e farina per lo stampo
Per il crumble: (questa dose è il doppio di quella necessaria per una teglia di 24 cm di diametro; con la metà avanzata dalla torta ho preparato una dozzina di crumbiscotti)
50 g di noci sgusciate
200 g di farina
100 g di zucchero di canna Demerara biologico
1 cucchiaino raso di cannella
1 pizzico di sale fino
120 g di burro bavarese a temperatura ambiente

Preparazione:
Crumble
Tostate le noci in un padellino a fuoco medio-basso per 4 minuti. Trasferitele in un piattino per farle raffreddare, poi tritatele grossolanamente al coltello.
Mescolate in una ciotola la farina con lo zucchero, la cannella e il sale, unite il burro tagliato a fettine sottili e lavorate il tutto con le mani fino a ottenere un  composto sbricioloso, dall'aspetto umido. Fate in modo di intridere bene di burro la farina.
Aggiungete le noci, mescolate, coprite la ciotola e mettetela in frigo mentre preparate la base.
Base
Alcune ore prima di preparare la torta (meglio ancora il giorno prima), avvolgete la zucca, intera e con la buccia, in un foglio di alluminio, chiudete bene il cartoccio e cuocete in forno a 200° per un'ora.
Fate raffreddare la zucca nel forno, poi con cautela aprite il cartoccio e tagliate a pezzi la zucca. Mettete ogni pezzo in uno schiacciapatate, con la buccia verso l'alto, e schiacciate, raccogliendo la polpa in uno scolapasta posto sopra una ciotola. Eliminate la buccia rimasta nello schiacciapatate e ripetete l'operazione fino a schiacciare tutta la zucca.
Lasciate scolare la polpa della zucca fino al momento di preparare la torta. Se cuocete la zucca il giorno prima, mettetela a scolare in frigo coprendo il tutto con un foglio di alluminio. Conservate l'acqua che cola dalla zucca: potrebbe servire nel caso che l'impasto della torta risultasse troppo denso, o potrete comunque usarla per una minestra o un'altra preparazione.
Preparate lo stampo. Pizzicate un foglio di carta da forno tra la base e il cerchio apribile, poi imburrate e infarinate sia la carta che l'anello della teglia.
Tostate le noci come spiegato sopra, spezzettatele con le mani una volta fredde e mettetele da parte.
In una ciotola mescolate la farina e il lievito setacciati con la cannella e il sale fino.
In un'altra ciotola sbattete le uova con lo zucchero. Sempre sbattendo, aggiungete a filo l'olio.
Incorporate la farina al composto di uova un po' alla volta, mescolando delicatamente e alternando la farina con il vermouth. Regolate la densità dell'impasto aggiungendo un po' di farina o un po' dell'acqua della zucca tenuta da parte: l'impasto deve "scrivere", ma non deve essere troppo denso e pesante.
Aggiungete le noci, mescolate e versate il composto nello stampo. Livellate senza sbattere la teglia e cospargete la superficie con il crumble preparato in precedenza.
Cuocete in forno statico preriscaldato a 170° per 70 minuti circa.
Sfornate e aspettate una decina di minuti prima di sformare la torta. Fatela raffreddare su una gratella e cospargetela con poco zucchero a velo.
Servitela con il tè o il caffè del pomeriggio, e se vi piace accompagnatela con un bel ciuffo di panna montata.


Mentre la torta cuoce, dedicatevi alla preparazione dei crumbiscotti, usando il crumble che avrete avuto cura di far avanzare!
Mettete 3 cucchiaini di crumble nei vani di uno stampo per muffin, pressando leggermente con le dita per compattare il composto, ma senza schiacciare troppo: i crumbiscotti devono essere... crumblosi, ossia costituiti da grosse briciole aggregate insieme.
Infornate i crumbiscotti non appena sfornate la torta e cuoceteli per 20 minuti, sempre in forno statico a 170°.


Potete preparare la torta di zucca e noci anche senza crumble: sarà comunque deliziosa.
E ovviamente potete preparare i crumbiscotti anche senza torta di zucca, e goderveli in qualunque momento della giornata!

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