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lunedì 11 agosto 2014

Torta al cioccolato fondente con crema pasticcera... scientifica!

"Papà! Papà! C'è un verme in camera mia!"

Mezz'ora prima, in una sera qualunque di oltre dieci anni fa, nella mia camera a casa dei miei.
Sul marrone scuro del parquet sotto la finestra, in un angolino tra la mia scrivania e la parete, noto qualcosa.
Qualcosa di giallo.
Qualcosa di lungo.
Qualcosa di sottile.
Qualcosa di arricciolato.
Porc...! Un verme! Che schifo...!
Non può restare lì.
Non vivo, almeno.
E a pensarci bene, direi neanche morto...
Sì, ma intanto bisogna renderlo morto.
A mani nude, neanche a pensarci.
Mi devo armare.
Con la più classica delle armi casalinghe contro gli esseri animati, di qualsiasi taglia, colore, forma e dimensione.
La ciabatta.
Allungo il braccio verso il pavimento e spatam!, meno un colpo.
Il verme guizza, si contorce, si allunga, si restringe.
Io trattengo il respiro.
Si muove ancora.
Ma porc...!
Devo menare di nuovo.
Espiro.
Mi concentro sulla mano armata di ciabatta.
Rilasso il braccio e la spalla.
Inspiro.
Alzo il braccio.
Spatapam!
Ritiro la mano.
Il verme guizza, si contorce, si allunga, si restringe...!
Ma come... ma che è spiritato 'sto verme??
Alzo di nuovo il braccio, ma il ribrezzo mi vince, e lo abbasso.
Da sola non ce la faccio.
"Papà! Corri!... C'è un verme... Là, per terra, sotto la finestra... Ho provato a schiacciarlo, ma non muore!... Sì, quello giallo, lì nell'angolo!"
Mio padre si arma a sua volta, alza il braccio, si allunga, prende la mira e spatapam!
E il verme guizza, si contorce, si allunga e si restringe!
Facciamo entrambi un salto all'indietro.
"Ma come è possibile?!"
"Mena più forte! Mena più forte!"
Mio padre si lancia e pam! spam! spatam! spatapam!
Mentre il verme guizza, si contorce, si allunga e si restringe, più vivo e più arzillo che mai.
Allora mio padre ruggisce e spatapatapam!
"Striscia la ciabatta per terra! Strisciala! Schiaccialo! Schiaccialo!"
Spatapatapatapampampampampammmmmmm!!!!!!!!!
"Ma non è possibile!! Non ci credo!! Non può essere che 'sto verme ancora guizza, si contorce, si allunga e si restringe!"
"Papà! Che facciamo?"
L'unica cosa possibile.
L'unica mossa che resta.
Only the brave.
Solo gli ardimentosi.
Solo papà.
Contro il verme.
Corpo a corpo.
A mani nude.
Lo guardo mentre si china, allunga il braccio, apre la mano, tende le dita, le piega, chiude la mano, ritira il braccio, si rialza, si volta, viene verso di me, apre le dita e mi mostra il corpo del nostro nemico.
Un lungo, sottile, arricciolato elastico giallo!

BUON COMPLEANNO, PAPA'!


Torta al cioccolato fondente con crema pasticcera... scientifica!

Per l'idea e per la base della torta sono partita da qui, apportando qualche lieve modifica alla ricetta di Alice.
Per la crema pasticcera invece ho seguito quasi alla lettera la ricetta di Luca Montersino che ho visto qui da Piero.


Ingredienti:
Per la torta (stampo da 22 cm):
200 g di cioccolato fondente al 72% di cacao
100 g di burro
2 cucchiai di latte
100 g di zucchero semolato
3 uova
60 g di farina 00
1 cucchiaino di estratto liquido di vaniglia
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
Per la crema pasticcera:
400 g di latte intero fresco
100 g di panna fresca
150 g di tuorli (circa 9 uova medie)
150 g di zucchero semolato
36 g di amido di mais
buccia di limone
mezza bacca di vaniglia
Per la decorazione:
granella di fave di cacao
cuoricini di cioccolato e cereali
ciliegie (non ho resistito quando ho visto che al mercato c'era ancora qualche durone!)

Preparazione:
Torta
Sciogliete a bagnomaria il cioccolato con il burro e il latte.
Nel frattempo montate i tuorli con lo zucchero fino a renderli chiari e spumosi.
Sempre mescolando, unite alle uova montate il composto di cioccolato.
Aggiungete l'estratto di vaniglia e la farina setacciata insieme al lievito e mescolate per rendere il composto omogeneo.
Montate gli albumi a neve e uniteli al composto un po' per volta, mescolando delicatamente con una forchetta con movimenti dal basso verso l'alto per non smontarli.
Versate il composto in una tortiera imburrata e spolverizzata di cacao e infornate in forno statico e preriscaldato a 170° per circa 35 minuti.
Sfornate, fate raffreddare per 5-10 minuti, togliete la torta dallo stampo e lasciatela raffreddare completamente su una gratella.
Crema pasticcera (filmato qui):
In una pentola ampia mettete a scaldare il latte e la panna con la scorza di limone e i semi estratti dal baccello di vaniglia.
In una ciotola montate i tuorli con lo zucchero.
Aggiungete l'amido di mais, mescolate delicatamente per incorporarlo alle uova e riprendete a montare.
Quando il latte arriva all'ebollizione abbassate la fiamma e versate nella pentola tutto il composto di uova montate, senza mescolare.
Alzate la fiamma e aspettate che il latte inizi a fuoriuscire dai bordi della crema di uova, salendo e bucando al centro il composto.
Mescolate velocemente con una frusta per pochi secondi, mentre la crema si addensa.
Spegnete la fiamma e continuate a mescolare rapidamente con la frusta, per circa 15 secondi.
Per far raffreddare la crema senza che si formi la pellicina in superficie io uso immergere la pentola in un bagnomaria di acqua fredda e cubetti di ghiaccio, mescolando la crema con una spatola in silicone, con movimenti ampi, fino a farla intiepidire... e così ho fatto anche questa volta!
Ricoprite la torta con la crema fredda e decoratela come vi pare.


Sia la base che la crema sono migliori il giorno dopo. Vi suggerisco quindi di prepararle in anticipo, almeno di qualche ora.
La torta non si affossa al centro raffreddandosi. La base non è soffice, soprattutto se è appena uscita dal frigo, per cui è meglio tagliarla con un coltello invece che con una paletta per dolci.


L'elevato numero di tuorli richiesti dalla ricetta serve a dare alla crema un sapore più deciso.
L'amido di mais serve a darle consistenza, mentre l'amido di riso (che io non ho usato ma Montersino sì) le conferisce cremosità.
E se i tuorli sono montati a dovere al momento di versarli nel latte bollente, l'aria incorporata nella montata impedisce che cuociano all'istante!
Grazie a Piero per le spiegazioni scientifiche precise e puntuali... e anche brevi, non venendo da me! :D

venerdì 14 marzo 2014

La zuppa inglese di nonna Sandrina



"Mamma, come si fa la zuppa inglese?"
"Con la crema pasticcera e il pan di Spagna a strati. Nonna Sandrina, però, la faceva con i biscotti secchi e li bagnava nel vermouth."
"Mi insegni a fare la crema?"
"Prendi tre rossi d'uovo e li mescoli con tre cucchiai di zucchero, poi aggiungi tre cucchiai di farina e mezzo litro di latte, e metti sul fuoco con dentro una buccia di limone. Deve cuocere a fuoco basso basso e devi mescolare sempre, con un cucchiaio di legno, altrimenti la crema si attacca. Quando la crema scrive è pronta."

La crema pasticcera con la ricetta di nonna Sandrina  è il primo dolce che ho imparato a fare.
La ricetta non è mai stata scritta da nessuna parte.
Non ce n'era bisogno, la ricordavo alla perfezione.
E in caso di bisogno, c'era mia madre a ricordarmela.
Le preparavo la crema pasticcera quando le veniva l'influenza o il raffreddore.
Ero convinta che le avrebbe fatto bene, perché ci mettevo tutto l'impegno.
"Hai visto che adesso stai meglio? E' stata la crema!"

Seguivo la ricetta della nonna alla lettera.
"Sono quaranta minuti che giri quella crema e ancora non si addensa?"
"Dev'essere per via del latte freddo."
"Ma perché hai usato il latte freddo?"
"Perché la nonna ha detto che lei usa il latte freddo di frigo!"

Quando finalmente la crema scriveva, era pronta, e potevo versarla nelle coppette.
Non ho mai capito per quale motivo mia madre me la facesse dividere in quattro coppette, visto che eravamo in tre a casa.
Lasciavo che la crema si raffreddasse e poi con attenzione trasferivo tutte le coppette nel frigorifero.
Al momento di mangiarla, la superficie si era seccata e indurita formando una pellicola spessa, che bisognava rompere con il cucchiaino e grattar via dalle pareti della coppetta, e che una volta tirata via svelava un tesoro morbido, dolce e setoso, dal colore giallo sole e dall'intenso e aromatico profumo di limone.

Da quei momenti sono passati venticinque anni e molti dolci. Molte letture, molte ricette e molte creme pasticcere.
La ricetta è sempre quella della nonna.
Solo lievemente ritoccata da me.
Non uso più il latte freddo di frigo. Lo riscaldo con dentro la buccia del limone. Così acquista profumo e io risparmio tempo. ;o)
E soprattutto raffreddo la crema prima di usarla. A bagnomaria nel lavandino, con i cubetti di ghiaccio intorno, mescolando col cucchiaio di legno.
Così si evita il formarsi della pellicina sulla superficie.
Però, dopo venticinque anni, dopo molte letture, dopo molte ricette, molti dolci e molte creme pasticcere, una cosa la voglio dire ai miei venticinque lettori.
Che quella pellicina che si formava sulla superficie della crema appena fatta, che diventava così dura da dover essere rotta col cucchiaino e grattata via dalle pareti della coppetta, sotto sotto era la cosa che mi piaceva di più!


E la zuppa inglese?
Quella è la morte sua!
Con gli stessi biscotti che usava la nonna.
Però...
Scusa, nonna, lo so che era per noi bambini che tu diluivi il vermouth con l'acqua...
Ma da grandi siamo diventati viziosi e il vermuth lo usiamo puro!

La zuppa inglese di nonna Sandrina


Ingredienti per 4 persone
3 tuorli
3 cucchiai di zucchero
3 cucchiai di farina
mezzo litro di latte intero fresco
la buccia di un limone non trattato tagliata a strisce (solo la parte gialla!)
biscotti secchi
vermouth bianco
per decorare: cacao in polvere o cioccolato grattugiato o gocce di cioccolato o quello che vi pare

Preparazione
Crema
Pelate un limone tagliando sottilmente la buccia con un coltellino o un pelapatate.
Versate il latte in un pentolino dal fondo spesso, aggiungete le bucce del limone e scaldatelo a fuoco bassissimo senza farlo bollire.
Nel frattempo mescolate i tuorli con lo zucchero usando una frusta a mano o elettrica. Nonna Sandrina non pesava lo zucchero e così (non) faccio io! Se volete la crema molto dolce, usate tre cucchiai colmi. Se vi piace meno dolce, usate tre cucchiai scarsi. Io sono per la via di mezzo. ;o)
Aggiungete la farina un cucchiaio per volta, amalgamandola bene. Di nuovo, niente bilancia! Con più farina la crema verrà più densa e sarà adatta per farcire e decorare le torte. Per questo dolce, non fateli rasi ma nemmeno traboccanti!
Aggiungete a filo il latte caldo (ma non bollente), sempre mescolando con la frusta per evitare la formazione di grumi.
Versate il composto nel pentolino del latte (comprese le bucce) e cuocete a fuoco molto basso, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno, finché la crema si addensa e scrive (significa che se ne prendete un po' col cucchiaio e la lasciate ricadere, per qualche secondo resta una traccia visibile sulla superficie della crema). Tenete presente che la crema raffreddandosi si addenserà ulteriormente, quindi deve sì scrivere, ma non un poema!
Se a questo punto della cottura notate la formazione di grumi, niente panico! Togliete la crema dal fuoco, mescolatela vigorosamente e sbattetela con il cucchiaio di legno, poi continuate a cuocerla. Il più delle volte questo è sufficiente e a volte addirittura i grumi si dissolvono da soli semplicemente mescolando, ma se non dovesse bastare sbattetela con le fruste elettriche.
Togliete dal fuoco e sistemate la crema in un bagnomaria di acqua fredda, mescolando col cucchiaio di legno fino al raffreddamento quasi totale.
Togliete le bucce di limone dalla crema con una forchetta, afferratele saldamente con le dita a un'estremità e, una per volta, leccatele goduriosamente fino a ripulirle da ogni più piccola traccia di crema... e questa è la cosa che mi piace di più adesso, visto che  ho rinunciato alla pellicina!
Preparazione della zuppa inglese
Versate un po' di vermouth in una ciotola e passateci dentro i biscotti uno per volta, rivoltandoli ma senza inzupparli troppo.
Sistemate uno strato di biscotti sul fondo di un contenitore quadrato (il mio misura 14 cm di lato) e versateci sopra una parte della crema, lisciandola per pareggiare la superficie.
Formate un secondo strato di biscotti e di crema, poi decorate la superficie col cacao in polvere o il cioccolato grattugiato o come preferite. Io stavolta ho optato per una grassa distesa di gocce di cioccolato fondente... Scusa, nonna! :D
Tenete in frigo fino al momento di servire.
Preparatela in anticipo... il giorno dopo è ancora più buona!


Ma tu non hai usato un contenitore quadrato!
Ehm... no!
La ricetta è sempre quella di nonna Sandrina, ma la presentazione è diversa, ed è per due, perché siamo due food blogger che oggi festeggiano IL PRIMO COMPLEMESE DEL BLOG!
E dunque AUGURI! AUGURI! AUGURI! al nostro blog, al nostro angolino incantato, al nostro spazietto di condivisione di chiacchiere, di racconti, di risate, di simpatia, di ricette e di magnate!
AUGURI! a Gaudio e a Magno, AUGURI! ai nostri venticinque lettori, AUGURI! ai personaggi dei nostri racconti, AUGURI! agli amici che ci vengono a trovare e che da un mese contribuiscono a rendere la nostra avventura speciale!

E con pieno entusiasmo partecipiamo, con questa ricetta, al contest di Aria in Cucina Old Fashioned Sweetness!