lunedì 30 giugno 2014

Multidessert di riso basmati al cacao con crema di ciliegie

Nell’ultimo numero della mia rivista di cucina preferita, una pioggia di ricette a base di ciliegie.
Al mercato, i banchi inondati di ciliegie.
Sulle pagine dei bloggamici, ciliegie a profusione.
Scelgo una ricetta e mi butto nella mischia anch’io.
Individuo il banco che vende le ciliegie più grandi e più scure di tutto il mercato.
La ricetta ne richiede due etti e mezzo.
Ne compro un chilo.
Due etti e mezzo al netto dei noccioli.
Più quelle per la decorazione.
Più quelle per gli indispensabili controlli di qualità.
Test severissimi che prescrivono di testare, appunto, almeno una ciliegia su quattro.
Più quelle da far avanzare apposta.
Perché papparsi uno dopo l’altro una ventina di duroni denocciolati procura un godimento indicibile.
Torno a casa e mi metto all’opera.
Ho in mente di realizzare dei piccoli dessert formati da due gallette di riso basmati al cacao farcite con una crema di ciliegie preparata con l’ausilio di un gelificante vegetale.
Facile.
Lessate il riso, stendetelo in uno strato uniforme, ritagliate le gallette, infornatele, lasciatele raffreddare.
Frullate le ciliegie, preparate la crema, cuocetela, fatela addensare, farcite le gallette, mettete in frigo.
Facile.
Solo un problema.
Quella legge della Fisica Applicata alla Cucina secondo la quale Più tempo si passa a fissare una crema aspettando che si addensi, più tempo la crema impiega per addensarsi.
Fisso la crema, aspettando che si addensi per poter farcire le gallette.
Aspetto.
E aspetto.
E aspetto.
Finché mi romp… ehm, mi stanco di aspettare, afferro al volo quattro stampini di alluminio, li rivesto di pellicola, ci verso dentro la crema semiliquida, copro il tutto con una galletta di riso e metto in frigo:

Dessert 1: Budini di crema di ciliegie con gallette di riso basmati al cacao

Più veloce della luce.
E più veloce della luce, la crema rimasta nel pentolino si addensa nell’attimo esatto in cui le volto le spalle per preparare i quattro budini.
Come dimostrazione di quell’altra legge della Fisica Applicata alla Cucina secondo cui Una crema si addensa in un tempo inversamente proporzionale al tempo per il quale è stata fissata aspettando che si addensasse.
Con la crema quasi gelificata, non posso preparare altri budini… ma posso preparare il dessert che avevo in mente di fare!

Dessert 2: Gallette di riso basmati al cacao con crema di ciliegie

La crema è sufficiente per un solo dessert e per un paio di controlli di qualità.
Ma la mia cucina è invasa dal riso avanzato.
Potrei preparare altre gallette, ma mi sono rott… ehm, mi sono stancata di ritagliare gallette col coppapasta, e mi viene un’idea più rapida per far fuori il riso.
E per di più utilizzando anche un paio di esemplari dei più temibili ingredienti d’avanzo in cucina: gli albumi!
Ce ne sono giusto tre sul tavolo, e sento già i loro sguardi di sfida e i loro commenti maligni.
Vediamo adesso cosa farai di noi eccetera eccetera (l’eccetera eccetera è stato ampiamente sviluppato in questo post).
Mescolo il riso con un paio di albumi (il terzo si suicida gettandosi dal tavolo prima che io possa afferrarlo), verso il tutto in uno stampo, inforno e realizzo una tortina:

Dessert 3: Margherita di riso basmati al cacao e albumi

Niente male per un solo pomeriggio! :D

Nel corso della settimana successiva, però, il branco di neuroni selvaggi freme inquieto.
Qualcosa li tiene impegnati.
Lavorano a un progetto.
Un paio di giorni prima del fine settimana me lo espongono:

Dessert 4: Torta cremosa di ciliegie con riso basmati al cacao

Volo al mercato.
Doppia dose delle ciliegie più grandi e più scure che riesco a trovare.
E stessa dose di riso, ché tanto con quello che avanza... qualcosa ci farò!

Dessert 5: Piccoli sformati di riso basmati al cacao e albumi


Come si vede dalle foto, ho realizzato il multidessert con due preparazioni di base (tratte, con qualche modifica, da Cucina Naturale):

Riso basmati al cacao


Ingredienti:
300 g di riso basmati
600 ml di acqua
200 ml di latte
50 g di zucchero bianco
3 cucchiai di miele di acacia
25 g di cacao amaro in polvere
50 g di zucchero mascobado (vedi qui)

Preparazione:
Lessate il riso con acqua, latte e zucchero bianco, mescolando regolarmente, fino a quando tutto il liquido sarà stato assorbito. Il riso deve diventare cremoso e morbido. Se dopo aver assorbito il liquido il riso è ancora al dente, spegnete il fuoco, coprite la pentola e lasciate che termini la cottura a fuoco spento.
Nel frattempo mescolate in una ciotola piccola lo zucchero mascobado con il cacao in polvere setacciato.
Versate il riso in una ciotola ampia e aggiungete il miele e il composto di zucchero e cacao.
Mescolate bene con una spatola.

Crema di ciliegie


Ingredienti:
250 g di ciliegie denocciolate
250 ml di latte intero fresco
un cucchiaino di estratto liquido di vaniglia (vedi qui)
3 tuorli
70 g di zucchero bianco
25 g di maizena
6 g (una bustina) di Agaranta * (o 2 cucchiaini di agar agar)

Preparazione
Frullate le ciliegie con parte del latte.
Aggiungete al frullato il latte rimanente e l'estratto di vaniglia e scaldate il composto in un pentolino col fondo pesante.
Nel frattempo montate i tuorli con lo zucchero e unite la maizena e l'Agaranta setacciate, mescolando delicatamente.
Versate poco alla volta il latte nel composto di uova, mescolando con una frustina per amalgamare, cercando di non formare grumi.
Versate il tutto nel pentolino e mettete sul fuoco.
Sempre mescolando, portate a bollore e cuocete per 3-4 minuti prima di togliere dal fuoco.
La crema si addenserà raffreddandosi e gelificherà in frigorifero.
Importante: l'agar agar teme le temperature estive, quindi tenete le vostre preparazioni in frigorifero fino al momento di servirle o perderanno la loro compattezza! (Tradotto per i foodblogger: Sbrigateve a ffa' le foto che sennò ve se squaja tutto!)

* L'Agaranta è un gelificante vegetale biologico a base di agar agar. Una bustina da 6 g è equivalente a 6 fogli di gelatina. L'ho acquistata in un negozio NaturaSì (come sempre, non è pubblicità ma solo informazione!).


E adesso... la multiricetta!

Dessert 1

Budini di crema di ciliegie con gallette di riso basmati al cacao



Ingredienti per 4 o 5 budini:
metà della dose di riso (dovrebbe essere sufficiente per 10-12 gallette)
tutta la dose di crema di ciliegie, leggermente raffreddata
cioccolato bianco, fuso e leggermente raffreddato
gocce di cioccolato bianco e ciliegie intere per decorare

Preparazione:
Stendete il riso, leggermente raffreddato (ma non freddo, altrimenti le gallette non staranno insieme), su un foglio di carta da forno all'altezza di 1 cm.
Con un coppapasta da 8 cm di diametro ricavate dei dischi e trasferiteli (ho usato una spatola larga e sottile) su una leccarda rivestita di carta da forno.
Infornate le gallette a 180° per 15-20 minuti per farle asciugare e rapprendere.
Sfornatele, trasferitele su una gratella e lasciatele raffreddare.
Foderate quattro stampini di alluminio con la pellicola per alimenti lasciandola sporgere dai bordi, riempiteli con la crema e coprite con una galletta di riso (accertatevi che il bordo superiore degli stampini abbia lo stesso diametro delle gallette!).
Coprite le gallette con i bordi della pellicola e mettete in frigo per almeno un'ora.
Schiacciate leggermente le ciliegie alla base premendole contro un piano, poi immergetele nel cioccolato bianco tenendole per il picciolo per glassarle. Appoggiatele su un pezzo di carta da forno e lasciate rassodare il cioccolato, poi trasferitele in frigo.
Sembra incredibile, ma le ciliegie restano in piedi... a patto però che le abbiate schiacciate alla base e che il cioccolato sia leggermente denso quando le glassate. Lasciatelo comunque consolidare prima di trasferire le ciliegie in frigorifero.
Sformate i budini e decorateli appena prima di servire con le ciliegie glassate, le gocce di cioccolato bianco e il cacao in polvere.

Dessert 2

Gallette di riso basmati al cacao con crema di ciliegie

da "Cucina Naturale"


Ingredienti per non so quanti dessert, dato che io ne ho fatto uno solo:
metà della dose di riso
tutta la dose di crema alle ciliegie
cacao in polvere e ciliegie per decorare

Preparazione:
Stendete il riso, leggermente raffreddato (ma non freddo, altrimenti le gallette non staranno insieme), su un foglio di carta da forno all'altezza di 1 cm.
Con un coppapasta da 8 cm di diametro ricavate dei dischi e trasferiteli (ho usato una spatola larga e sottile) su una leccarda rivestita di carta da forno.
Infornate le gallette a 180° per 15-20 minuti per farle asciugare e rapprendere.
Sfornatele, trasferitele su una gratella e lasciatele raffreddare.
Fate raffreddare la crema finché sarà abbastanza densa da poter essere spalmata in uno strato omogeneo e spesso sulle gallette senza colare e farcite le gallette pareggiando i bordi.
Decorate con le ciliegie intere e il cacao in polvere.

Dessert 3

Margherita di riso basmati al cacao e albumi


Ingredienti per uno stampo da 20 cm:
metà della dose di riso
2 albumi
zucchero a velo e ciliegie per decorare

Preparazione:
Mescolate il riso freddo con gli albumi, amalgamando bene con una spatola.
Versate il composto in uno stampo (imburrato e spolverizzato di cacao in polvere se non è di silicone) e infornate a 170° per circa 30 minuti.
Sformate la tortina dopo 5-10 minuti se lo stampo non è in silicone, altrimenti lasciatela intiepidire prima di sformarla.

Dessert 4

Torta cremosa di ciliegie con riso basmati al cacao



Ingredienti per uno stampo a cerniera di 24 cm:
metà della dose di riso
il doppio della dose di crema di ciliegie
50 g di cioccolato bianco
ciliegie intere per decorare

Preparazione:
Imburrate e spolverizzate di cacao in polvere il fondo dello stampo e i bordi fino all’altezza di 1 cm circa.
Versate il riso e schiacciatelo sul fondo dello stampo in  uno strato uniforme.
Infornate a 180° per 20 minuti, sfornate e lasciate raffreddare.
Nel frattempo preparate la crema di ciliegie e fatela intiepidire.
Ungete leggermente con poco olio i bordi dello stampo freddo e versatevi dentro la crema tiepida.
Ponete in frigo a consolidare per tutta la notte.
Togliete la torta dal frigo e passate lungo i bordi dello stampo una spatola sottile di plastica flessibile (o una lama sottile) per staccare la crema, poi delicatamente sganciate la cerniera e liberate la torta (io l’ho servita sul fondo stesso della tortiera).
Schiacciate leggermente le ciliegie intere alla base premendole contro un piano, poi immergetele nel cioccolato bianco, fuso e leggermente raffreddato, tenendole per il picciolo per glassarle. Appoggiatele su un pezzo di carta da forno e lasciate rassodare il cioccolato, poi trasferitele in frigo.
Le ciliegie restano in piedi a patto che le abbiate schiacciate alla base e che il cioccolato sia leggermente denso quando le glassate. Lasciatelo comunque consolidare prima di trasferire le ciliegie in frigorifero.
Passatele in frigo per far rapprendere il cioccolato.
Decorate la torta con le ciliegie glassate al cioccolato bianco e rimettetela in frigo fino al momento di servirla.

Nota 1: Quando ho preparato questa torta, un imprevisto mi ha costretto a frullare le ciliegie un po' di tempo dopo che le avevo denocciolate e tagliate a pezzi per frullarle. Le ciliegie si sono ossidate e la crema ha preso un colore scuro anziché rosa come quello dei dessert 1 e 2. Il sapore era comunque gradevole, ma mi è spiaciuto per il colore... e confesso pubblicamente che avrei rifatto la torta senza esitare e soltanto per proporre una foto migliore, se non fosse stato che dopo una settimana intera passata a mangiare budini di ciliegie e gallette di riso al cacao, e con la prospettiva di un'altra settimana piena di sformatini di riso e albumi, non ne potevo proprio più di riso al cacao e crema di ciliegie!
Nota 2: Ho fatto questa torta proprio durante la prima ondata di calore della stagione. Io e Magno abbiamo dovuto decorare la torta in salotto e allestire il set fotografico sotto al condizionatore, e siamo riusciti a scattare pochissime foto perché sia la torta che le ciliegie glassate rischiavano di sciogliersi davanti ai nostri occhi. Quindi, se volete prepararla, sbrigateve a fa' le foto, e se volete offrirla ai vostri amici invitateli a casa vostra... e assolutamente non trasportate la torta nel bagagliaio della macchina fuori città! :D

Dessert 5

Piccoli sformati di riso basmati al cacao e albumi



Ingredienti per 6 sformatini:
metà della dose di riso
un albume

Preparazione:
Mescolate il riso freddo con l’albume, amalgamando bene.
Versate il composto negli stampini (imburrati e spolverizzati di cacao in polvere se non sono di silicone) e infornate a 170° per circa 30 minuti.
Lasciate intiepidire gli sformatini prima di toglierli dagli stampi.


Ricapitoliamo la multiricetta?


Un ultimo, piccolissimo spunto, prima di farla finita co' tutto 'sto riso e tutta 'sta crema di ciliegie.
La base di riso è senza glutine.
Senza burro.
Senza uova.
Vegetariana.
E se il riso sta insieme omettendo latte e miele, diventa pure vegana.
Al resto della torta pensateci voi, e magari fatemi sapere.
Purché sia senza ciliegie! :D

venerdì 20 giugno 2014

Paccheri in beta release...

Oddio, ci risiamo. Ancora questi termini astrusi... ma chevordì?

Calma e sangue freddo, che in questi giorni Ciclope ci ha scaldato ben bene. Per fortuna che summer storm ha raffreddato gli spiriti. Beh, è da qualche giorno che sul sito de "La Repubblica" (nella cronaca di Roma) c'è in bella vista il link ad un video intrigante:

Ricetta di Benito Morelli
Paccheri con gamberoni, melanzane e pecorino dello chef Benito Morelli

Paccheri con gamberoni, melanzane e pecorino

Sei mai stato a Velletri? Nella regione dei Castelli Romani? Beh, in quel di Velletri è famosissimo il ristorante "Benito al bosco". Si chiama così perché è immerso in uno splendido bosco di castagni alle pendici del Monte Artemisio.

La sua ricetta per quattro persone eccola qua:

Ingredienti:

400 g di paccheri
200 g di melanzane tagliate a cubetti
400 g di gamberoni
200 g di pomodorini
50  g di pecorino
20  g di scalogno
mezzo bicchiere di vino bianco
uno spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva
sale quanto basta

Procedimento

In una padella, si fa imbiondire lo spicchio d'aglio in olio extravergine  d'oliva. Quindi ci si versano i gamberoni sgusciati e si lascia andare a fiamma viva. Dopo qualche minuto di cottura si aggiunge il vino bianco e si lascia evaporare. Una volta evaporato il vino, si aggiungono i pomodorini e si lascia cuocere ancora  per quattro minuti (è Benito che dà questi tempi... mica vorrete contraddirlo) a fiamma viva, trascorsi i quali si tolgono dal fuoco.


In un'altra padella si fa imbiondire lo scalogno in olio extravergine d'oliva. Quindi si aggiungono le melanzane. Si aggiunge il sale e si lasciano cuocere per sette minuti circa. Quindi si uniscono i gamberoni e si amalgama il tutto.


Nel frattempo i paccheri sono stati messi in cottura e, una volta scolati al dente, si uniscono alle melanzane e ai gamberoni. Se necessario si aggiunge un poco di acqua di cottura, e si amalgamano aggiungendo una spolverata di pecorino.
Il piatto è pronto per essere composto e mangiato, non prima di aver dato un'altra spolverata di pecorino.

E tu hai fatto proprio questo?
Beh, troppo facile!

A volte adoro complicarmi la vita, e i paccheri li ho fatti io, ovviamente in beta release... sono decisamente sperimentali!

Ingredienti per i paccheri per due persone.
150 g di farina 00
un uovo medio/grande
un pizzico di sale.

Procedimento.

Si prepara l'impasto al solito modo. Si dispone la farina a fontana sulla spianatora. Si aggiunge l'uovo e un pizzico di sale e si amalgama l'uovo alla farina, fino a formare una palla liscia e compatta. Si lascia riposare l'impasto, sulla spianatora, coperto con un'insalatiera, per una buona mezz'ora.
A questo punto, si divide l'impasto in due parti e ciascuna va lavorata con la macchinetta per fare la pasta. In particolare si utilizza il rullo per stendere la sfoglia.


Mi direte: E come mai utilizzi la macchinetta e non la stendi a mattarello?
Beh, in questo caso avevo bisogno di avere delle strisce regolari e la macchinetta è adattissima a questo scopo.

Per stenderla, si comincia con l'impostare la massima distanza dei due rulli. La mia va da 7 a 1 (1 vuol dire una sfoglia sottilissima). Pertanto si comincia a lavorare la sfoglia con lo spessore maggiore, fino a ridurlo. Io mi sono fermato allo spessore 4. I paccheri devono avere una certa consistenza.


Una volta stese le due sfoglie, si dividono a metà per la lunghezza, ottenendo così strisce larghe circa 5 centimetri. Quindi ho ricavato dei rettangoli di 3x5 centimetri circa. Si bagna, con la punta di un dito, un lato del pacchero e ci si aiuta con il manico di un cucchiaio di legno per formare il pacchero e richiuderlo su se stesso. La parte inumidita farà da collante. Una vola pronti, li ho disposti come fossero soldatini sulla spianatora (fa anche un bell'effetto) e li ho lasciati asciugare.


Fatto questo, si può preparare il condimento secondo il procedimento dello chef Benito Morelli. Io ho solo aggiunto alle melanzane un po' di peperoncino per attenuare la sensazione dolce del piatto che viene anche stemperato dalla presenza del pecorino, sapore decisamente forte, per cui meglio non abbondare di peperoncino così da non coprire gli altri sapori. Lo chef ha usato i gamberi sgusciati, io invece ho preferito utlizzare il crostaceo in versione "verace" completo di testa e "crosta".

Angolo del sommelier: che ci beviamo su?
Beh, Castelli Romani... io ci berrei un bianco allevato sui Colli Lanuvini, anzi proprio un doc Colli Lanuvini, ricercando una buona acidità e sapidità. Che ne dite?


Questi sono i miei primi paccheri... ma credo che dovrò fare altri esperimenti e passare da una beta release ad una versione RC (release candidate), e magari ad una versione stabile che può essere rilasciata.... Oddio, e ci risiamo coi termini informatici!

martedì 17 giugno 2014

Ciambella di albumi alla panna

C'è un momento che prima o poi arriva nella vita di tutti coloro che amano fare dolci.
Soprattutto pasta frolla e crema pasticcera.
Il momento in cui ci si trova ad avere a che fare con gli albumi avanzati.
La crema è pronta, la frolla è in frigo a riposare, e loro sono lì, vitrei e gelatinosi, che mi guardano beffardi dalla ciotola in cui li ho temporaneamente riposti.
Mi leggono nel pensiero.
Stai pensando a cosa fare di noi. E non ti viene in mente niente!
A disagio, li verso in uno di quei contenitori di vetro spesso col coperchio celeste.
Ci metti in frigo, eh? Stai tentando di prendere tempo!
Sì, è vero, mi serve un po' di tempo per studiare la situazione.
Li parcheggio nell'angolo più remoto del frigo, sperando di dimenticarmi di loro.
Non ci riesco.
Li sento anche da lì.
Tutte quelle ricette di soli albumi che hai letto... Te ne venisse in mente una!
Esasperata, li prelevo dal frigo e li nascondo nel congelatore.
Pessima idea.
Ogni volta che apro lo sportello loro sono lì davanti ai miei occhi.
Biancastri e vetrificati.
Immobili.
Aspettano.
Mi lanciano gelide occhiate di sfida.
Non riuscirai a liberarti di noi!
Adesso basta.
Raccolgo la sfida.
Apro il congelatore e li tiro fuori.
Ci guardiamo fissi negli occhi.
Facci vedere cosa sai fare!
Comincia la sfida.
Ed è solo l'inizio!

Ciambella di albumi alla panna



Ingredienti per uno stampo da 22 cm di diametro
100 g di zucchero
la buccia grattugiata di un limone
150 ml di panna fresca
3 albumi
200 g di farina 00
una bustina di lievito
30 g di gocce di cioccolato

Preparazione
Mescolate in una ciotola ampia lo zucchero con la buccia di limone e tenete da parte mentre preparate i vari ingredienti.
Imburrate e infarinate uno stampo a ciambella.
Unite la panna allo zucchero e mescolate con una frustina.
Montate a neve gli albumi.
Aggiungete al composto di zucchero e panna la farina setacciata con il lievito, poca per volta, mescolando con una spatola e ammorbidendo l'impasto, quando diventa troppo duro, con una o due cucchiaiate di albume montato.
Unite le gocce di cioccolato e il resto degli albumi montati, aggiungendoli al composto un po' per volta e mescolando delicatamente con una forchetta dal basso verso l'alto.
Versate il tutto nello stampo e infornate in forno preriscaldato a 160° per 35 minuti.
Sfornate, lasciate raffreddare per cinque minuti, poi sformate la ciambella e lasciatela raffreddare completamente su una gratella.
Capovolgetela e cospargetela di zucchero a velo.

martedì 10 giugno 2014

Pane felice all'avena a lievitazione istantanea... e muffin al soda bread!

Per fare questo pane dovete procurarvi prima di tutto un ospite.
A pranzo o a cena, decidete voi.
Preparate un primo piatto a vostra scelta, uno che vi piace particolarmente.
Per secondo, mozzarella freschissima del caseificio locale fatta la notte precedente.
Per contorno, un'insalatina-fresca-fresca-con-tante-verdurine-tagliate-sottili-sottili-che-non-potete-dirmi-di-no.
Magari anche una bella macedonia di frutta.
Un dessert, naturalmente, non volete mica farvi mancare qualcosa.
Il pane fresco...
Oddio!!! Il pane è finito!!!
Panico!!!
Riprendete fiato.
Radunate il branco di neuroni selvaggi che scorrazzano nel vostro cervello come cavalli imbizzarriti nella steppa.
Dirigeteli in cerca di una soluzione.
Con calma, esaminate tutte le possibili opzioni.
Potreste fare il pane a mano.
Impastare-lievitare-formare-lievitare-cuocere-raffreddare.
Tempo totale: mezza giornata.
Troppo.
La macchina del pane?
Tre ore e mezza, senza contare il raffreddamento.
Troppo.
Il vostro lievito naturale è arrivato solo al diciottesimo dei cinquantaquattro rinfreschi che avete messo in programma per renderlo attivo.
Tempi di utilizzo ed esecuzione stimati: AH AH AH!
Percorrere i venti metri che vi separano dal forno più vicino non vi viene neanche in mente.
Improvvisamente il branco di neuroni selvaggi vi porta un'idea.
Ci siamo ricordati che tempo fa abbiamo visto un post felice su un blog felice dove si parlava di pane a lievitazione istantanea!
Siete già su Internet.
E' l'idea che vi salverà! :D


Il soda bread, diffuso negli Stati Uniti e in alcuni Paesi del Nord Europa, tra cui le isole britanniche, è un tipo di pane a lievitazione rapida, ottenuta con l'impiego del bicarbonato di sodio in luogo del più comune lievito di birra. Tra gli ingredienti tradizionali c'è il latticello (il liquido residuo della trasformazione della panna in burro, che viene fermentato dai batteri): l'acido lattico in esso contenuto reagisce con il bicarbonato di sodio, e i gas sprigionati durante la reazione chimica fanno gonfiare il pane. Semplice, no? ;o)


Ziopiero, tu mi dici sempre di usare meno lievito... Hai visto, stavolta non ce l'ho messo affatto!!! :D :D

Pane irlandese all'avena a lievitazione istantanea

ricetta tratta da qui


Ingredienti per una pagnotta
Solidi
400 g di farina integrale
100 g di fiocchi d'avena (ho usato quelli piccoli)
2 cucchiaini di sale
2 cucchiaini di bicarbonato
Liquidi
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
2 cucchiai di miele di acacia
300 ml di birra (quale birra? Data la mia ignoranza pressoché assoluta in materia, ho optato per una birra italiana ai tre luppoli... poi ho scoperto  che mi piaceva e i restanti 30 ml della bottiglietta me li sono ciucciati! :D )
150 ml di latticello (oppure metà latte e metà yogurt bianco naturale)

Preparazione
Versate la farina in una ciotola ampia e mescolatela con il sale, il bicarbonato e i fiocchi d'avena.
In un'altra ciotola mescolate il latticello, la birra, l'olio e il miele.
Versate i liquidi nella ciotola con la farina, ma tenetene da parte circa 50 ml, che potreste dover utilizzare in seguito.
Con una forchetta mescolate rapidamente il tutto: non mescolate troppo o il pane non verrà soffice. Lasciate l'impasto grossolano e un po' grumoso.
L'impasto deve essere appiccicoso e morbido e cadere pesantemente dal cucchiaio, NON quindi liscio, asciutto e compatto come il comune impasto per il pane. Deve somigliare abbastanza al composto per una torta, denso ma morbido. Se così non fosse, aggiungete tutti o parte dei 50 ml del mix di liquidi che avete tenuto da parte (io non ho avuto bisogno di aggiungerli).
Rivestite una teglia con carta da forno e rovesciate il composto al centro della teglia.
Col dorso di un cucchiaio dategli la forma di una pagnotta, fate un lungo taglio a croce (più profondo di quello che ho fatto io!), poi spolverizzatelo con altri fiocchi d'avena.
Lavorate velocemente, perché il bicarbonato si attiva a contatto con i liquidi!
Cuocere in forno preriscaldato a 220° per 30-40 minuti, a seconda del vostro forno e dell'altezza della pagnotta. Fate la prova stecchino prima di sfornare il pane.
Potete servirlo tiepido o freddo, a temperatura ambiente.

E' un pane profumatissimo, morbido e saporito. Resta buono anche il giorno dopo, ma col tempo tende a seccarsi. In questo caso potete affettarlo, scaldarlo in forno e mangiarlo con la marmellata (delizioso!).
Oppure... ci potete fare questi muffin! ;o)


Muffin al soda bread

ricetta uscita dritta dritta dal branco di neuroni selvaggi


Ingredienti per 12 muffin
Solidi
200 g di soda bread raffermo
160 g di farina 00
2 cucchiaini di lievito per torte salate
mezzo cucchiaino di sale
Liquidi
350 g di latticello (così fate fuori quello avanzato dalla preparazione del soda bread, se il vostro barattolo è da mezzo chilo come il mio!)
un uovo
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva

Preparazione
Nella solita ciotola ampia mescolate gli ingredienti solidi.
Nella solita ciotola più piccola mescolate quelli liquidi.
Versate i liquidi nella ciotola dei solidi e mescolate con una spatola o un cucchiaio. Lavorate poco l'impasto, lasciandolo grossolano e un po' grumoso.
Riempite gli stampini dei muffin per tre quarti e infornate in forno preriscaldato a 170° per circa 30 minuti. Fate la prova stecchino prima di sfornarli, tenendo presente che i muffin devono rimanere umidi.


Umidi e morbidi!
Commento del marito: Interessanti! ;o)

mercoledì 4 giugno 2014

Minestra di zucchine e ceci con orzo e prosciutto

"C'è un visitatore online!"
"Dove? Dove?"
"Sul nostro blog, guarda!"
"Ma dove lo vedi, il visitatore online?"
"Qui, sul contatore dei visitatori online. Vedi questo numero? Segna 1. Significa che in questo istante c'è un visitatore online."
"Fico! E chi è?"
"Ma... non lo so! So solo che c'è un visitatore online. Però forse possiamo vedere qualcosa di più con questo software per le statistiche dei blog... Fammi provare... Sì, ecco, ti dice da dove è collegato... Ci sta leggendo da Portoferraio."
"Portoferraio? Chi conosciamo a Portoferraio?"
"Io, nessuno."
"Nemmeno io. E queste sono le pagine che ha visualizzato?"
"Sì. Sembra che stia leggendo alcuni vecchi post."
"Curioso... Sono gli stessi post che hai appena visualizzato tu."
"Dici?"
"Sembrerebbe di sì. Non stavi cercando una tua vecchia ricetta tra i primi post che abbiamo pubblicato?"
"Beh, sì. Ma io non sto mica a Portoferraio. Facciamo una prova... Apro il primo post e poi faccio il refresh della pagina,  e vediamo cosa succede."
"Guarda! Il visitatore di Portoferraio ha appena visualizzato il nostro primo post!"
"Ma... ma... ma allora sono io il visitatore online in questo momento!"
"Ma tu mica stai a Portoferraio!"
"Lo so, ma evidentemente lui non lo sa!"
"Guarda! Adesso sono due i visitatori online! Cioè, tu e un visitatore vero! Corri, vediamo da dove ci legge!"
"Qui dice Kenia."
"Kenia? Chi conosciamo in Kenia?"
"Io, nessuno..."

E tu, da dove ci stai leggendo? ;o)

Minestra di zucchine e ceci con orzo e prosciutto



Ingredienti per due persone
25 g di prosciutto crudo a dadini
mezza cipolla fresca affettata sottile
peperoncino tritato
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
4 zucchine medio-grandi
250 g di ceci cotti
60 g di orzo perlato (cottura 30 minuti)
sale
qualche foglia di menta fresca

Preparazione
Fate appassire in una pentola la cipolla con l'olio, il prosciutto e il peperoncino.
Aggiungete le zucchine tagliate a fettine e cuocete a fuoco vivace per 5-10 minuti.
Unite i ceci con il liquido di cottura, coprite a filo con acqua calda e portate a bollore.
Versate l'orzo e portatelo a cottura, aggiungendo altra acqua calda al bisogno.
Regolate di sale.
Quando la minestra è cotta spegnete il fuoco e unite le foglie di menta a pezzetti.
Lasciate insaporire prima di servire.

Potete sostituire il prosciutto con la pancetta: è divina!

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